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Cultura - Cinema Lux - Alla presentazione delle iniziative, lo sfogo del tenore Antonio Poli

“Viterbo mi fa soffrire, non c’è niente”

di Giuseppe Ferlicca
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Antonio Poli

Antonio Poli

Viterbo - Michele Villetti presenta le attività del cinema Lux

Viterbo – Michele Villetti presenta le attività del cinema Lux

Dalila Corsini

Dalila Corsini

Viterbo - Michele Villetti presenta le attività del cinema Lux

Viterbo – Michele Villetti presenta le attività del cinema Lux

Antonio Poli

Antonio Poli

Viterbo - Michele Villetti presenta le attività del cinema Lux

Viterbo – Michele Villetti presenta le attività del cinema Lux

Viterbo - Michele Villetti presenta le attività del cinema Lux

Viterbo – Michele Villetti presenta le attività del cinema Lux

Viterbo – “A Viterbo non c’è nulla”. Antonio Poli, giovane tenore viterbese torna a cantarle al comune, ma non solo.

Il deserto culturale della sua città è uno spettacolo cui l’artista non vorrebbe assistere.

Al cinema Lux, la presentazione delle iniziative, in programma nelle prossime settimane, realizzate con la Repubblica delle arti, diventa il palcoscenico dell’ennesimo grido di dolore di un figlio illustre di Viterbo. Grande talento e fama. Conquistati lontano.

“Viterbo mi fa soffrire – dice Poli – offre poco o nulla. Dovendo uscire, non c’è niente. Io vengo perché ho i miei amici e una casa.

Sappiamo il teatro in che condizioni è, ma la cosa più dolorosa è che ci sono artisti dal calibro enorme, apprezzati ovunque, ma quando si tratta di fare qualcosa qui, diventa quasi una concessione, un favore che ti concedono”.

Non è un caso, che è difficile ricordare l’ultimo spettacolo di Poli a Viterbo. L’esibizione più vicina, a Caprarola.

Il comune ha inaugurato due volte l’Unione. A Poli nessuno ha pensato. “Io capisco che posso avere un budget più alto di quanto la città in grado d’offrire. Ma almeno qualcuno ci avesse chiamato. Per chiedere una mano, anche gratuitamente”.

Ipotesi che Poli non esclude. “A patto che la città ci faccia trovare accoglienza, palco, organizzazione di qualità. Invece, come mi hanno detto, mi devo cercare anche gli sponsor. Io?”. C’entra la politica, il comune, ma c’entrano anche altri. Gli artisti stessi, i viterbesi, forse.

“Come disse a suo tempo Alfonso Antoniozzi – continua – agli stessi artisti di questa città non frega niente. Nessuno fa nulla. Dobbiamo risvegliare la gente”.

Intanto, ci sono le iniziative al Lux. Nel capoluogo, già il fatto che esista una sala cinematografica è un piccolo miracolo. A conduzione familiare. Non si vogliono fermare ai film.

“Ci sono iniziative consolidate – spiega Dalila Corsini – che porteremo avanti. La collaborazione con il Tuscia Film Fest, dalla prossima stagione, pensiamo sempre di lunedì alle 18 e alle 21, con pellicole che magari qui non sono mai arrivate. Sta terminando la rassegna su Alberto Sordi. Il 17 proiettiamo Il tassinaro e ci fa piacere che molti giovani abbiano partecipato. Il prossimo anno stiamo pensando a Totò.

Sono andati molto bene anche i film in lingua originale, che torneranno”. Con Giorgio Capitani, era partita l’idea di una scuola del cinema. “Progetto che ci piacerebbe portare avanti. C’è la disponibilità della moglie, siamo amici e ci fa piacere che l’idea vada avanti”.

Per le iniziative a più breve scadenza, il 21 luglio si parlerà di siccità e innalzamento delle temperature.

Poi, con la Repubblica delle arti, un appuntamento importante per gli appassionati. Il primo agosto, masterclass con Peter Erskine, batterista statunitense. “È alle 14 – ricorda Michele Villetti, anche lui batterista e fondatore della Repubblica delle Arti – mostrerà ai presenti i suoi trucchi, abbiamo già una ventina di persone prenotate, sono in gran parte da fuori, ci sono una decina di posti a disposizione”. Il costo è di 40 euro”.

Il palco del Lux è piccolo ma accogliente. Pronto a ospitare artisti. “Invitiamo quelli viterbesi – continua Villetti – a venire a esibirsi. Noi li retribuiamo, non come altri. In questo modo, diamo lavoro, seppure occasionale e offriamo alla città un intrattenimento valido e intelligente”.

Nel suo piccolo, qualcosa che si muove. “Idee non ce ne mancano.

Per il Genio, pensavamo al teatro dei coraggiosi. In cui ogni impresa si prendeva l’impegno di ristrutturare una parte, volevo proporre il mio progetto al comune, non me lo hanno fatto nemmeno dire”.

A Viterbo è molto apprezzato il silenzio. Che cali il sipario. Possibilmente, senza fare rumore.

Giuseppe Ferlicca


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14 luglio, 2017

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