Viterbo – “Presto chiuderemo l’odissea delle ex Terme Inps” (video). Il presidente della regione Lazio, Nicola Zingaretti, non ha dubbi.
Sono passati venticinque anni da quando è calato il sipario sulle Terme Inps. Ma la fine di quella storia è stato anche l’inizio di un’altra, più tortuosa e faticosa: la “battaglia” di chi ha continuato a lottare affinché le ex Terme Inps fossero riaperte. Oggi, anche quest’ultima sembra avviarsi verso il capolinea.
“Finalmente stiamo per mettere la parola fine a un’odissea che sembrava non avere conclusione – dichiara soddisfatto il presidente della regione Lazio Nicola Zingaretti -. Il processo sarà ancora lungo, ma adesso grazie allo studio dell’Università della Tuscia, abbiamo una strada da percorrere ben precisa che darà un grande slancio allo sviluppo economico e turistico non solo di Viterbo, ma di tutto il Lazio”.
Le analisi delle acque termali, dirette dal professor Vincenzo Piscopo dell’Unitus, hanno permesso di avere un quadro chiaro sullo stato delle fonti e sulla quantità di acqua che può essere prelevata.
“Abbiamo studiato a fondo e con precisione le acque del sottosuolo di Viterbo – spiega Piscopo entrando nel dettaglio del suo lavoro – e ci siamo accorti che quelle termali sono connesse anche con quelle fredde. Per questo, e per altri motivi tecnici, è necessario un continuo monitoraggio delle emergenze idrotermali, in modo che anche i vari prelevamenti siano gestiti al meglio, senza stressare il territorio”.
Un risultato, quello di avviare un percorso per la riapertura delle Terme Inps, che rende orgoglioso anche il sindaco di Viterbo.
“Era uno degli obiettivi della mia amministrazione – dice Leonardo Michelini -. Le terme appartengono alla nostra comunità da secoli e sono una risorsa naturale che va preservata per le nostre future generazioni, ma che può e deve essere anche una risorsa economica. Va sottolineato, però, che tutto ciò non è affatto illimitato, si consuma, anche se è rinnovabile. Per questo stabilire i limiti ai prelevamenti seguendo lo studio Piscopo è fondamentale”.
Il lavoro dell’Unitus è il punto di partenza. Da qui bisognerà proseguire.
“A brevissimo verrà fatto uno studio economico da parte di un advisor – continua Michelini – che ci farà capire cosa è possibile realizzare nel concreto nel complesso. Poi si darà il via al bando per individuare chi realizzerà il progetto vero e proprio. Mi dispiace sui ritardi che ci sono stati sulla tabella di marcia, ma erano dovuti anche alla delicatezza della questione. Finalmente possiamo dire che il termalismo non è più un sogno a Viterbo, ma una realtà. E questo grazie a comune, regione e università”.
E proprio sui ritardi si espresso anche il presidente della regione Lazio Zingaretti.
“Negli anni passati ha prevalso molto la pigrizia – commenta -. Ora basta. Il nostro lavoro, gomito a gomito con il comune, ha dato i suoi frutti e sono convinto che sarà un ottimo trampolino di lancio per Viterbo, soprattutto in un momento in cui sono disponibili 62,5 miliardi di euro per l’accesso al credito delle piccole e medie imprese”.
Dopo l’incontro, che era stato aperto dall’assessore comunale Antonio Delli Iaconi, anche lui soddisfatto per l’obiettivo centrato dalla collaborazione dell’amministrazione viterbese con quella della Pisana, c’è stata la firma. Leonardo Michelini e Nicola Zingaretti hanno sottoscritto il progetto di fronte al pubblico presente. Tra gli altri il deputato Alessandro Mazzoli, i consiglieri regionali Panunzi, Valentini e Sabatini, e il rettore dell’università della Tuscia Ruggieri.
Francesca Buzzi
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