Viterbo – (sil.co) – Non è servita nemmeno l’autopsia per stabilire le cause della morte di Agostino Terri. Nessun dubbio che si sia trattato di morte naturale. E’ invece in corso l’esame necroscopico sulle carcasse dei due cani trovati cadaveri nel giardino.
E’ stato un infarto a stroncare la vita di Agostino Terri, l’ex consigliere comunale della giunta Marini, nonché ultimo presidente della circoscrizione San Martino-Tobia, trovato cadavere nella sua villetta di Tobia domenica pomeriggio.
Il sostituto procuratore Fabrizio Tucci, titolare delle indagini condotte dai carabinieri, già ieri ha disposto la restituzione della salma alla famiglia per le esequie, che si terranno alle 10 di questa mattina presso l’Abbazia di San Martino al Cimino. Terri, che avrebbe compiuto 60 anni a ferragosto, non era sposato e non aveva figli. Oltre che per l’impegno politico nel centrodestra, era noto in quanto storico dipendente della Provincia, passato di recente, con la riforma degli enti, sotto la Regione Lazio.
Nessuna autopsia su Terri. E’ invece in corso, presso la Asl, l’esame necroscopico sulle carcasse dei due cani trovati morti nel giardino della villetta dell’ex consigliere, che li stava accudendo per degli amici durante le vacanze.
Gli animali sono finiti al centro di un giallo perché, seppure la concomitanza con la morte di Terri sia solo una coincidenza, non è comune che due cani muoiano contemporaneamente. “La causa apparente, e sicuramente la più probabile, è un’infestazione massiva di zecche. Sono parassiti ematofogi molto pericolosi, che possono anche provocare la morte. Uno dei due cani, in particolare, ne aveva il corpo coperto”, confermavano ieri dal servizio veterinario della Asl.
Per la necroscopia, condotta dal dottor Roberto Bastiani presso gli ambulatori di viale Trento, ci vorranno non meno di cinque giorni, poi i reperti dovranno essere analizzati presso l’istituto zooprofilattico. L’esame in atto è chimico, clinico e batteriologico, prendendo in esame stomaco, mucose e organi vitali.
La necroscopia è stata disposta per ragioni igienico-sanitarie, anche se, come detto, non ci sarebbero dubbi che a provocare la morte degli animali siano state le zecche.
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