Orte – Resta in carcere R.C.A., il 48enne milanese fermato a Orte dopo un colpo in banca a Cesenatico. Lunedì era stato bloccato dai carabinieri nei pressi del casello autostradale mentre, su un taxi, fuggiva verso Napoli. Mercoledì il gip del tribunale di Viterbo, Francesco Rigato, ha convalidato il fermo e disposto l’arresto nel penitenziario di Mammagialla.
Poco dopo le 10 di lunedì R.C.A., insieme a un complice, avrebbe fatto irruzione, a volto scoperto e armato di pistola, nella filiale di Cesenatico della banca Ubi. Dopo aver immobilizzato il cassiere e un cliente, si sarebbe fatto consegnare circa 10mila euro in contanti e, con il complice, si sarebbe dato alla fuga. A piedi.
Immediato l’intervento dei carabinieri romagnoli, che hanno subito fatto scattare le ricerche. I militari hanno ricostruito gli spostamenti dei malviventi. Per far perdere le proprie tracce, i due avrebbero contattato con il telefono di un albergo la centrale dei taxi, richiedendo un’auto in via Anita Garibaldi. Fingendosi turisti, si sarebbero fatti accompagnare alla stazione ferroviaria dove si sarebbero divisi: R.C.A, salito su un altro taxi e pagando anticipatamente la corsa con mille e 200 euro, avrebbe chiesto al tassista di accompagnarlo a Napoli. Il complice, invece, rimasto sul primo taxi, si sarebbe fatto portare prima a Rimini e poi a Riccione.
I carabinieri, recatisi alla stazione ferroviaria di Rimini, avrebbero ascoltato il tassista, che però aveva già lasciato il malvivente. Altri militari, invece, contattavano i comandi dell’Umbria e dell’alto Lazio, considerando che il taxi diretto a Napoli si trovava sulla E-45.
Mentre il complice di R.C.A. non è stato trovato, né alla stazione di Rimini né a quella di Riccione, nonostante il coinvolgimento della polizia ferroviaria, il 48enne milanese è stato intercettato nei pressi del casello autostradale di Orte. E qui è stato fermato dai carabinieri viterbesi. L’uomo è stato trovato in possesso di circa 9mila euro in contanti, di una parte della pistola giocattolo e degli indumenti usati per la rapina. Dopo i controlli sulle banche dati, è risultato ricercato da maggio: deve scontare una condanna passata in giudicato di quasi 12 anni di reclusione per una tentata rapina a una banca di Fano dell’agosto 2009, e per porto d’armi e oggetti atti ad offendere, reato che sarebbe stato commesso a Milano nel maggio 2010.
Fermato, R.C.A, su disposizione della procura di Viterbo, pm Stefano D’Arma, è stato rinchiuso nel penitenziario di Mammagialla. Mercoledì la convalida dell’arresto, quando il gip Francesco Rigato ha confermato la custodia cautelare in carcere. Per l’identificazione del complice sono invece in corso accertamenti, coordinati dalla procura di Forlì.
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