Viterbo – (g.f.) – “Con il nuovo grafo di rete gli studenti li lasceremo al Riello. E poi?”.
Trasporto pubblico locale. Un presente fatto di mezzi vecchi, rotti e corse che saltano, ma è anche il futuro a preoccupare
Guido Urbani (Faisa Cisal), nei giorni scorsi, insieme ad altri colleghi sindacalisti ha richiesto un incontro urgente a comune e Francigena. Il problema c’è oggi e potrebbe aumentare domani. Col nuovo assetto dei percorsi.
“Le modifiche prospettate ai percorsi dei bus in città – osserva Urbani – intanto prevedono almeno quattro o cinque mezzi in più.
Ma poi ci sono variazioni che non convincono. I bus che portano dalle frazioni gli studenti nel capoluogo, adesso arrivano al Sacrario, poi si fermeranno al Riello”.
Da lì, lezione di ginnastica obbligatoria. Si va a piedi. Altrimenti, cambio di mezzo. “Ma le corse – osserva Urbani – non sono ben regolate con gli orari, senza le coincidente giuste per i ragazzi”.
Il nuovo piano è stato predisposto da esperti. “Che forse non conoscono bene Viterbo. E molto teorico. Si spiega così, ad esempio, il perché all’Ellera le corse siano aumentate.
In base a un calcolo, rispetto alla popolazione residente. Ma chi è abituato a viaggiare sui mezzi, gli autisti, sanno che da quelle parti in pochi usano il trasporto pubblico”.
Scelta ineccepibile tecnicamente, ma che s’infrange nella realtà.
Dubbi anche sul servizio a chiamata. E pure sulle corse che saranno cadenzate: “Senza corsie preferenziali – osserva Urbani – che a Viterbo sono poche per ovvie ragioni, sarà un problema.
Senza contare che, accanto alla scelta, corretta, d’aumentare la frequenza per l’ospedale di Belcolle, se ne fanno poi meno fino a San Martino al Cimino.
Dimenticando che quella tratta serve pure Villa Immacolata”.
Insomma, sarebbe il caso di cambiare direzione. In comune voglio passare alla sperimentazione. Qualcuno preferirebbe una fermata aggiuntiva. Per ripensare il progetto e poi, semmai, ripartire.
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