Capranica – (sil.co) – Per salvare una bimba in mare annegano due persone, il padre inglese della piccola e un bagnino. La tragedia è avvenuta sulla spiaggia libera di Ostuni la mattina del 17 luglio. Le vittime sono il papà della piccola in difficoltà, un turista inglese 48enne, e il soccorritore di una vicina struttura balneare, Martino Maggi, un 49enne di Locorotondo.
Tra coloro che hanno fatto il possibile per evitare il peggio c’è una militare 19enne, al primo anno di ferma volontaria nella marina. E’ Sara Palmisano, la 19enne di Capranica atleta del centro nuoto di Ronciglione, convocata l’anno scorso in nazionale per i campionati mondiali e attualmente nel gruppo sportivo della marina militare sezione nuoto. Era in licenza dai nonni in Puglia. Ed è stata lei a trascinare a riva le vittime, sicura che sarebbero sopravvissute.
Sara, che si trova ancora in Puglia, da dove ripartirà ad agosto, era appena entrata in acqua, da sola, perché le condizioni del mare non erano tali da incoraggiare altri bagnanti. “Mentre mi allontanavo dalla riva ho sentito i bagnanti sulla spiaggia fischiare e urlare, indicandomi. Io non capivo cosa stesse succedendo”, racconta la giovane nuotatrice della marina, cresciuta nella Tuscia, ma di origini pugliesi.
La 19enne, agonista di nuoto per salvamento della marina militare italiana, si trovava in spiaggia col padre Riccardo. “Ad un certo – racconta – punto vedo mio padre che indica qualcosa alle mie spalle. Così mi volto e ad una ventina di metri da me vedo un uomo in posizione prona galleggiare. L’ho trascinato fino a riva, privo di sensi, pensavo che si sarebbe salvato. L’ho affidato ai bagnanti che aspettavano sulla riva e mi sono tuffata nuovamente”.
Le due vittime si erano tuffate nel mare del Lido Bosco Verde, per prestare soccorso alla bambina e a suo nonno. Ma mentre l’anziano e la piccina sono stati salvati dal bagnino, entrambi i soccorritori sono stati risucchiati dalla forte risacca. Sara Palmisano è tra coloro che hanno fatto di tutto per strapparli alla morte.
Tutto si è svolto in una manciata di minuti. Sara, a nuoto, è riuscita ad arrivare al corpo galleggiante del bagnino e a trascinarlo a riva grazie a suo padre e altre persone. Poi si è immediatamente rituffata in acqua per recuperare il padre della bambina. Qualcuno ha provato a rianimare i corpi già prima dell’arrivo del personale sanitario, ma è stato tutto inutile.
Sara era convinta che sarebbe riuscita a salvarli, non ha pensato neanche un attimo che potesse non accadere quando si è tuffata per recuperarli, ma non vuole sentirsi dire “eroe”: “Ho fatto solamente il mio dovere civile e morale”.
La 19enne ha rischiato grosso. Martino Maggi, mosso dallo stesso spirito di Sara, era appena riuscito a salvare la bimba e il nonno, quando è stato trascinato via dalle correnti. Un giornale di Locorotondo, il suo paese, si è fatto promotore della concessione di una medaglia d’oro al valor civile.
“Sara è così – dice al telefono il babbo Riccardo, orgoglioso del coraggio della sua figlia unica – per lei stare in acqua è tutto, non ha paura di nulla. L’anno scorso si è diplomata al liceo linguistico di Bassano Romano, con un anno di anticipo, perché ha fatto la primina. E poi è entrata nella marina militare italiana, al primo anno di ferma volontaria, rinnovabile per altri due, come atleta della sezione nuoto, agonista del nuoto per salvamento, per meriti sportivi. Non ci ha pensato un attimo, è corsa in aiuto delle persone in difficoltà e basta”.
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