Viterbo – Ricompare l’isoletta, lago di Vico in affanno. Sono i dati del dossier “Captazioni e abbassamento dei laghi nel Lazio” di Legambiente.
Anche il lago di Vico, secondo i dati presentati dall’associazione ambientalista, sarebbe in sofferenza idrica: un metro sotto il livello massimo della soglia farnesiana.
E anche quest’anno, come nel 2012, è ricomparsa un’isoletta all’interno del Lago. Il lago di Vico non è alimentato da immissari, tranne da quelli sotterranei e naturalmente dalle piogge. L’acqua del lago viene prelevata dai comuni di Ronciglione e Caprarola.
A giugno 2017, a livello regionale, si registrano valori di millimetri caduti di pioggia ridotti dell’80% rispetto ai massimi registrati negli anni precedenti, per quanto riguarda Albano, Nemi, Canterno e Fiuggi, e fino all’85% nella zona di Bracciano, Trevignano e Bolsena.
L’abbassamento del lago di Vico è dovuto, oltre che alla mancanza delle piogge anche dal fatto che d’inverno il lago viene svuotato, con l’apertura di una chiusa e in questo non si raggiunge il livello massimo di capienza che il lago ha, il tutto avviene, mettendo così in sicurezza noccioleti e un ristorante che non hanno rispettato i limiti stabiliti dal demanio.
Sul lago di Bolsena, i giorni piovosi sono passati dal record di 118 del 2010 ai soli 28 del primo semestre del 2017. E’ piovuto 69 giorni nel 2011, 75 nel 2012, 111 nel 2013, 106 nel 2014. Quindi è arrivato il tracollo degli ultimi tre anni: solo 61 giorni di pioggia complessivi nel 2015 e 86 nel 2016, fino al de profundis del primo semestre del 2017, che però può ancora recuperare. Nessun allarme siccità, rassicurazioni sono arrivate proprio in questi giorni dai sindaci del comprensorio.
La fonte è l’elaborazione di Legambiente su dati del Centro funzionale regionale.
Dopo lo scandalo del lago di Bracciano, prosciugato per dissetare Roma, Legambiente invita le pubbliche amministrazioni a cambiare il passo, anche se a livello regionale la Tuscia è quella che soffre meno. Secondo i dati di Ecosistema Urbano 2016, l’acqua che si perde nelle tubature è il 44,4% a Roma, il 53,8% a Rieti, il 67,0% a Latina e addirittura il 75,4% a Frosinone.
In pratica oltre la metà dell’acqua di sorgente o prelevata da altri corpi idrici, come dimostra il caso di Bracciano, che entra negli acquedotti, si disperde prima di essere utilizzabile per usi civili. Emblematico il caso del lago di Bracciano coi sindaci dei Comuni lacustri che chiedono di fronteggiare l’emergenza idrica del lago, il livello scende di due centimetri al giorno; è 1,40 metri sotto lo zero idrometrico, con ripercussioni sull’ecosistema. Secondo il Cnr, l’oscillazione tollerabile è di 1,50 metri, oltre i quali l’ecosistema rischia seriamente il collasso.
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