Viterbo – “Via Cairoli era in uno stato vergognoso e anche pericolosa”. Le polemiche al cantiere aperto da pochi giorni corrono più veloci dei lavori peri l rifacimento della strada e stamani l’assessore Alvaro Ricci ha incontrato commercianti e residenti insieme al sindaco Leonardo Michelini.
Un cantiere fino a Natale, con una breve pausa per santa Rosa, preoccupa. Ma assessore e primo cittadino insistono. L’intervento andava fatto.
Chi ci vive e lavora, in larga parte concorda, ma è anche preoccupato. Vorrebbe tutto presto e bene. Nessuno, però, da palazzo dei Priori ha risposto che raro viene. Ci proveranno.
– Fotocronaca: Via Cairoli, sopralluogo con i commercianti
“Almeno chiediamo – fa presente un commerciante – che la ditta lavori di più rispetto a oggi. S’impegni”.
Gli fa eco un collega: “Questi signori stanno qui cinque ore, alle 16 smettono. Che si vada in fretta. Questo vogliamo. Poi, che i lavori andavano fatti, siamo d’accordo”.
Dal comune chiederanno all’impresa d’allungare anche al sabato. Mentre sono al vaglio alcuni interventi per alleviare i problemi. Cartelli stradali per far capire a inizio via che la strada non è chiusa, ma percorribile fino a metà, insegne con loghi e nomi dei negozi. Per ricordare che continuano a esistere e a lavorare. E raggiungerli è possibile.
Quindi, interventi alla viabilità. Piccole cose. Quello che è possibile. Perché il cantiere c’è. E i tempi sono indicati nel capitolato d’appalto.
“Prima di santa Rosa – ricorda Ricci – sarà chiusa la prima parte e già dal 6 settembre riaprirà per finire a inizio entro Natale”. E un impegno, ma certezze poche. Fare più o meno presto dipende da quello che gli operai troveranno.
“Se la situazione della fognatura sarà accettabile – osserva Ricci – è chiaro che faremo più in fretta del previsto”. Qualche animo si scalda. Altri capiscono. I più concordano: i lavori andavano fatti. Ma certo, il cantiere rischia di creare problemi alle attività. Che almeno non s’infierisca.
“La polizia locale – spiega un commerciante – sia comprensiva. Se un cliente lascia la macchina parcheggiata nei pressi del cantiere per venire in un negozio, che non si ritrovi poi la multa. Veniteci almeno incontro su questo. Aiutateci a lavorare”.
Sei mesi sono tanti: “Nel 1984 ci vollero tre mesi per rifare l’intera strada. Nel 2017 ne servono sei”. Ma la risposta è la solita. All’epoca solo la ripavimentazione.
C’è chi non è convinto. “Sono passati trent’anni, la tecnologia è migliorata”. Sempre sulla viabilità, altro problema. Via Maria Santissima Liberatrice. Tornata a doppio senso di marcia.
Ma qualche automobilista sbadato se ne dimentica. Parcheggia e blocca la circolazione.
“Cancelliamo le strisce a terra”. Drastica soluzione proposta dal sindaco Leonardo Michelini. Il dirigente Massimo Gai è perplesso. “Le dovremmo cancellare ovunque – fa notare Gai – non è mai successo prima. Su quella orizzontale, prevale la segnaletica verticale e quella è a posto”.
È stata coperta. “Allora – propone Michelini – facciamo in modo che sia più chiara.
Quello che però deve passare è che il comune ha responsabilmente deciso d’effettuare lavori necessari. Potevamo rifare la pavimentazione, senza il resto, e poi chi s’è visto s’è visto. Invece no, perché serviva altro. Oltre alle fogne, Talete deve sostituire i tubi, ci sono molte perdite, faremo passare un corrugato dove posizionare i fili aerei e migliorare le facciate. L’intervento è importante. Cercheremo d’accorciare i tempi quanto più possibile”.
Qualcuno si lamenta. “Pagare gli affitti dei negozi fino a dicembre è lungo come periodo…”.
Sindaco, assessore e tecnici al sopralluogo con commercianti e residenti, insieme al segretario Confimprese Giancarlo Bandini, la consigliera Daniela Bizzarri (Pd) e i colleghi dell’opposizione consiglieri Chiara Frontini (Viterbo 2020) e Sergio Insogna (Psi). In posizione defilata.
Quest’ultimo se ne va con un dubbio: “Ma la riunione non la potevano fare prima?”. Meglio tardi che mai.
Giuseppe Ferlicca
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