Viterbo – Cassa integrazione straordinaria a rotazione. Probabilmente anche per il punto vendita TuoDì di Tarquinia. Nel Viterbese sono un centinaio i lavoratori coinvolti nella crisi del gruppo, impiegati nei cinque punti vendita di Viterbo, Nepi, Capranica, Civita Castellana e, per l’appunto, Tarquinia.
E’ la richiesta sottoposta ieri all’attenzione del ministero dello sviluppo economico nel corso dee vertice con i rappresentanti sindacali di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs e l’azienda TuoDì, ex Dico Spa, rappresentata da dirigenti e consulenti, ma non da Antonino Faranda.
“La richiesta che la società avanzerà molto probabilmente già nella giornata di domani (oggi, nfr) – ha spiegato al termine del vertice il segretario nazionale di Uiltucs Paolo Andreani – andrà a interessare solo i punti vendita diretti a marchio TuoDì-Dico Spa”.
La catena di supermercati discount del gruppo Dico, presente in 16 regioni italiane è coinvolta in una pesante situazione debitoria.
A Ladispoli, sarebbero due i punti vendita interessati dalla vicenda: quello di piazza Domitilla e quello di via Flavia. Stessa sorte sarebbe riservata al Tuodì di Tarquinia. Cosa diversa invece per quello di viale Mediterraneo che stando invece alla pagina Facebook dedicata sarebbe un franchising.
Per i supermercati in franchising, sempre TuoDì, il futuro non sarebbe stato ancora delineato. “Esistono – ha spiegato Andreani – dei contratti in essere tra i privati e la Spa per la fornitura delle derrate alimentari, spesso piccoli negozi sorti a macchia di leopardo su tutto il territorio nazionale. Ora bisognerà vedere come si evolveranno i rapporti”.
Il rappresentante di Dico, secondo quanto riporta Il Sole 24 ore, avrebbe confermato l’ammissione alla procedura concorsuale del concordato preventivo in continuità aziendale annunciando la presentazione del piano al tribunale e confermato la riattivazione dei rifornimenti di merce negli attuali punti vendita rimasti in attività e progressivamente nei 123 punti vendita momentaneamente in chiusura dislocati in Abruzzo, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Toscana, Umbria, Valle D’Aosta e Veneto.
Nel piano delle chiusure di 123 supermercati su 400 non ci sarebbe per il momento nessuno dei cinque punti vendita della provincia, dove la catena è presente a Viterbo, Nepi, Capranica, Tarquinia e Civita Castellana. Un centinaio in tutto gli addetti il cui futuro resta appeso a un filo. “Siamo in attesa di comunicazioni ufficiali da parte dei sindacati nazionali, tra oggi e domani, dopo di che avremo più elementi per fare il punto della situazione”, commenta Elvira Fatiganti della Uil, che con Donatella Aiala della Cgil sta seguendo a livello locale le traversie dei lavoratori e delle loro famiglie.
In Toscana, nel frattempo, per vigilare sulla situazione occupazionale, si sta mobilitando il consiglio regionale.
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