Tarquinia – Alexandru Petrescu sta tornando a casa, a Palombara Sabina.
Alle 16 nella chiesa di san Biagio, nel centro storico del comune romano, l’addio al 20enne inghiottito dalle onde nel mare di Tarquinia.
In tanti si stringeranno al dolore dei familiari e degli amici, allo strazio della mamma. A Palombara, Alex era conosciuto e ben voluto da tutti.
Multimedia: Il ritrovamento del corpo – Le ricerche del ragazzo disperso – video: Ritrovato il corpo – Le ricerche
La tragedia lunedì sera. Il 20enne aveva passato il pomeriggio in spiaggia, a fare castelli di sabbia con quattro amici. Tutti sporchi, prima di tornare a casa si sono tuffati in mare per sciacquarsi. Non erano lontanissimi dalla riva, ma la risacca li ha risucchiati e trascinati via.
Sono le 20,30. Alex e due amici di 16 e 18 anni sono in acqua, ma non riescono a tornare a riva e se ne rendono tragicamente conto. Iniziano a chiedere aiuto. Miracolosamente, il 16enne e il 18enne riescono a mettersi in salvo. Sul lembo di costa tra gli stabilimenti Tamurè e Mirage arrivano i medici del 118, che li trasportano al pronto soccorso dell’ospedale di Tarquinia.
Il video del ritrovamento del corpo del 20enne disperso in mare
Ma l’incubo non è finito. Alex è ancora in mare, ormai sott’acqua. Per interminabili minuti, si è aggrappato a una boa. Con tutte le forze. Finché le onde non lo hanno inghiottito. I primi a tuffarsi sono stati un poliziotto e un carabinieri. Hanno provato a cercare Alex nel punto in cui era stato visto l’ultima volta, ma non l’hanno trovato. Il mare era in burrasca, talmente agitato che il gommone della protezione civile non è riuscito neppure a entrare in acqua. E il carabiniere e il poliziotto sono dovuti risalire a riva.
Servono rinforzi. I centralini di Guardia costiera e vigili del fuoco vengono tempestati di telefonate. Intervengono con motovedette e moto d’acqua, ma le onde e la corrente troppo forte hanno ostacolato e rallentato i soccorsi. Eppure, le ricerche sono andate avanti per tutta la notte. Per 12, interminabili, ore decine di uomini, con altrettanti mezzi, hanno lottato contro il buio e la potenza dell’acqua. Della Guardia costiera e dei vigili del fuoco, sono entrati in azione anche gli elicotteri per illuminare il mare dall’alto. E dei fari sono stati accesi anche dalla spiaggia.
Il video delle ricerche del 20enne disperso in mare
Ma è stato tutto vano. Alle 8,30 di martedì, il mare ha restituito il cadavere di Alex. A 400 metri di distanza dal punto in cui era scomparso. Sul bagnasciuga dello stabilimento Nando, dove è arrivata anche la scientifica. Il suo corpo, dopo una notte in acqua, era in via di decomposizione. Sulla testa una serie di ferite, compatibili con l’impatto contro gli scogli.
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