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Montefiascone - Ventenne annegato - Il ricordo di Paola Fanali, presidente della cooperativa che accoglie i profughi all'ex albergo Dante

“Il lago si è preso il nostro ragazzo”

di Stefania Moretti e Raffaele Strocchia
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Morientes Diomande e Paola Fanali, presidente di InterCasa Gea Onlus

Morientes Diomande e Paola Fanali, presidente di InterCasa Gea Onlus

Montefiascone – “Doveva essere un giorno di felicità”. Invece è finito in tragedia. 

Paola Fanali, presidente della cooperativa Intercasa Gea onlus, affida a una lunga lettera su Facebook il dolore per la morte di Morientes Diomande, il ragazzo annegato il 31 luglio nelle acque del lago di Bolsena. 

Un dolore condiviso con tutti gli operatori dell’ex albergo Dante e con i circa 40 ospiti della struttura che, tramite Intercasa, da un anno e mezzo, accoglie chi arriva su un barcone dall’altra parte del mondo. Come Morientes, della Costa d’Avorio. Sopravvissuto al mare ma non al lago.

“Il lago si è preso il nostro ragazzo: se l’è portato via senza ridarcelo”, scrive Paola. “Non siamo riusciti a riportarcelo a casa vivo. Abbiamo insistito per farlo cercare, anche davanti a chi non ci credeva. Siamo rimasti su quegli scogli a guardare speranzosi di esserci sbagliati per quattro lunghe ore… Lo hanno trovato dove credevamo che fosse, proprio a due passi da noi”.

L’allarme per Morientes era scattato lunedì pomeriggio. Un tuffo al lago col materassino, ma dopo poco gli amici non lo hanno più visto. Solo all’una di notte è stato trovato il corpo. A Montefiascone, Morientes lascia il fratello minore Moussa, “il piccolo”, così lo chiamano tutti alla grande famiglia del Dante. “Ti promettiamo che non lo lasceremo un attimo”.

Neanche vent’anni – li avrebbe compiuti a dicembre – e un passato già tanto duro. “Siete arrivati d’inverno al Dante, spaventati e infreddoliti e tu, Morientes, anche se morivi di paura ti mettevi davanti al piccoletto… ti saresti fatto ammazzare per lui. Vi abbiamo accolti come si accoglie una fragilità, una ricchezza”. La Prefettura aveva scelto di far stare i due fratelli al Dante fino alla maggiore età di Moussa: “Dopo che non siete morti nel barcone, deve affrontare un lutto così crudele. Vita maledetta”.

Ma Paola ringrazia comunque con tutto il cuore i vigili del fuoco: “I soccorsi sono arrivati celeri e puntuali e non si sono fermati un attimo. Ci hanno visto disperati su quella spiaggia e ci hanno creduto. Hanno insistito e ce lo hanno trovato”.

Stefania Moretti
Raffaele Strocchia


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2 agosto, 2017

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