Vallerano – E’ morto Giorgio Rapiti.
“Il pensiero non è mai innocente.
Proprio perché è senza pietà, perché è
aggressione, ci aiuta a far saltare le nostre
pastoie. Se si sopprimesse quanto ha di
malvagio e perfino di demoniaco,
bisognerebbe rinunciare al concetto
stesso di liberazione”. E. M. Cioran.
Non credo ci sia altro pensiero migliore, più esaustivo che racchiuda la personalità di Giorgio, che non rinunciava mai ad essere uomo libero.
Quest’anno durante la Notte delle candele, ogni candela accesa mi ricorderà prepotentemente questa persona a me cara, che illuminava in breve tempo qualsiasi angolo del paese, o che per una qualsiasi manifestazione dava anche voce, in modo tecnologico, ad ogni persona che dovesse intervenire.
Proprio la stessa forma di corrente, capace di vivificare un luogo, questa notte ha percorso in modo funesto tutto il mio corpo.
Non posso dire che non fossi preparato, anzi discutevamo spesso sulla morte e ironicamente sembravo più distaccato di lui, che rivelava una certa rassegnazione includendola nella sua stessa vita, sempre curiosa di sapere, di accedere a fonti storiche, per quanto concerneva il passato del nostro Vallerano e allo stesso tempo interessato al futuro delle nuove tecnologie scientifiche.
Sempre presente ad ogni evento cittadino, un aiuto indispensabile per il nostro Gruppo archeologico Francesco Orioli con cui si era creata una simpatica concorrenza nel ricercare le nostre radici comuni, capace di escogitare soluzioni più originali per appianare qualsiasi difficoltà, in modo sereno e del tutto gratuito.
Un’intelligenza che non si risparmiava mai, sempre interessato e informato sulla politica a tutti i livelli specialmente comunale, con le sue critiche argute e dirette si esprimeva sempre guardando al bene comune, anche tramite fotomontaggi satirici di straordinaria originalità e ironia.
Lo dico veramente senza ombra di dubbio, mi mancherà profondamente, nei brevi colloqui quando ci si incontrava per strada, mossi da stima reciproca, la tua arguzia, perspicacia umile, l’ironia graffiante, il tuo sarcasmo. Insostituibile, irripetibile, unico.
Vallerano ne sarà molto impoverito. Con te dall’altra parte, mi sentirò più sicuro durante l’ultimo viaggio. Ciao prezioso e modesto amico mio.
L’ultimo saluto domani alle 17 nella chiesa di Maria santissima del Ruscello dei Donatori di Sangue.
Massimo Fornicoli
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