Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Viterbo nel dopo Viterbo ambiente: una città gestita dai rifiuti? Questione di appalto, di rincari e di rischio ambientale.
Rifiuti e loro gestione, un argomento per cui il movimento civico Viterbo 2020 si è battuto di continuo fin dal 2013. Un settore che, da allora, è sempre stato mal gestito: Viterbo ambiente è stata lasciata libera di operare o, sarebbe più corretto dire, non operare a proprio piacimento.
Le soluzioni esistono e noi le proponiamo dal 2013 con iniziative di sensibilizzazione come “Rifiutiazzerando”, e proposte concrete come l’adesione alla strategia rifiuti zero. È necessario ora avere la volontà politica di agire per il bene comune.
Le conseguenze di questo lassismo amministrativo sono sotto gli occhi di tutti. Ma ora la vera domanda è: che ne sarà della nostra città nel dopo Viterbo ambiente? Il contratto di appalto avrà la sua naturale conclusione tra 10 mesi, a giugno 2018, e il comune si ritroverà con un nuovo contratto da redigere e una gara d’appalto da assegnare. Ma Viterbo si troverà soprattutto senza più un parco macchine per la gestione dei rifiuti, avendo ceduto a Viterbo ambiente tutti gli automezzi della ex partecipata comunale Cev appena acquistati o riscattati dal leasing.
Quindi il contratto di appalto dovrà prevedere una ditta che possa intervenire con mezzi propri e, senza dubbio, ciò avrà dei costi supplementari per il comune. Costi che già oggi rischiano di aumentare per l’emergenza venutasi a creare con il rogo all’impianto di trattamento di Casale Bussi, gestito da Ecologia Viterbo, avvenuto nella notte tra il 3 e il 4 giugno scorso e che ha “obbligato” Viterbo ambiente a depositare direttamente i rifiuti cittadini, senza essere preventivamente trattati, nella discarica di Monterazzano (sempre gestita da Ecologia Viterbo).
Qui sorge il secondo, ma non secondario, problema. La discarica di Monterazzano sorge al di sopra della falda acquifera delle Fornaci, una delle riserve d’acqua più importanti della città di Viterbo e della provincia, che smista acqua ai serbatoi di monte Jugo e della Commenda. Ora, già controlli da noi effettuati dal 2003 al 2014 mostrano valori preoccupanti nelle analisi delle acque di falda effettuate da Arpa Lazio. Crediamo del tutto plausibile che tali valori possano subire un vertiginoso crollo in una situazione di emergenza.
Il problema non è più e solo se la discarica si esaurirà, ma se quello che ci finisce dentro e che rilascia liquami inquinanti ce lo ritroviamo nell’acqua che beviamo, perché non si tratterebbe solo e più soltanto di arsenico e fluoruri, ma anche sostanze come solventi, materiali radioattivi ecc. Per questo ci chiediamo se sia anche necessario pagare in termini di salute una gestione scellerata dei rifiuti da parte dell’attuale amministrazione.
Maria Chiara Brenciaglia
Gruppo di lavoro rifiuti movimento civico Viterbo 2020
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY