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Emergenza ponte Clementino - Interviene lo psicologo Stefano Scatena

“Per contrastare i suicidi, serve più attenzione ai segnali di disagio”

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Stefano Scatena, psicologo e psicoterapeuta

Stefano Scatena, psicologo e psicoterapeuta

Civita Castellana - Ponte Clementino - I soccorsi sul posto

Civita Castellana – Ponte Clementino – Soccorsi 

Civita Castellana – Ponte Clementino – I soccorsi sul posto

Ponte Clementino – I soccorsi sul posto

Civita Castellana - Ponte Clementino - I soccorsi sul posto

Ponte Clementino – I soccorsi sul posto

Civita Castellana - Ponte Clementino - I soccorsi sul posto

Ponte Clementino – I soccorsi sul posto

Civita Castellana – Riceviamo e pubblichiamo – Il drammatico ripetersi dei suicidi raggiunge purtroppo un picco durante l’estate

Fenomeno definito “strage silenziosa”, conduce alla morte, solo nel Lazio, più di trecento persone l’anno. In Italia circa quattromila.

Una strage ben superiore a quella tristemente nota degli attacchi terroristici di questi anni.  Come lo stato si muove per contrastare le minacce delle cellule dell’Isis, altrettanto non viene fatto per fermare questa ecatombe nascosta.

Eppure abbiamo mezzi molto più efficaci per fermare i suicidi che gli attacchi terroristici. Oggi la stragrande maggioranza dei disagi psichici sono assolutamente risolvibili con le cure adeguate, cioè una combinazione di psicoterapia e approccio farmacologico.

Ma il pregiudizio è ancora troppo diffuso nella nostra comunità. Non esiste una cultura della prevenzione e un approccio alle difficoltà esistenziali che permettano un tempestivo ricorso alle cure ai primi segni di depressione.

Si giunge dallo psicoterapeuta o dallo psichiatra con preoccupante ritardo, quando gli episodi sono acuti e quindi è più difficoltoso – ma quasi sempre comunque risolutivo – l’intervento.

D’estate questi fenomeni sociali si moltiplicano. La routine si modifica, la gran parte della comunità è in vacanza, molte persone in grave difficoltà si ritrovano senza un adeguato supporto sociale nonché terapeutico.

A nulla servirà coprire con una rete il famigerato ponte Clementino: i disperati troveranno un altro luogo o un’altra modalità per compiere il suicidio guidati da pensieri depressivi senza controllo. 

L’unico modo per contrastare il fenomeno è essere più attenti a segnali di disagio da parte della comunità e ricorrere con tempestività alla psicoterapia e, eventualmente, all’approccio farmacologico. E’ molto importante non ricorrere a cure alternative non comprovate scientificamente.

Soprattutto nei paesi della provincia, a mio avviso, esistono sacche di completa disconoscenza su come affrontare la depressione o il disturbo bipolare. Ci si affida a soluzioni “magiche” o, nella maggior parte dei casi, a liquidazione dei sintomi depressivi come “stress”.

La depressione invece è una patologia vera e propria, causata da fattori biologici, psicologici e sociali. Che vanno affrontati insieme a uno specialista della salute mentale.
 

Stefano Scatena 
Psicologo e psicoterapeuta

 


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19 agosto, 2017

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