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Vignanello - Maurizio Grattarola racconta la storia della Madonna vestita

La Madonna col “velo di seta torchino stellato…”

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Vignanello - La Madonna vestita

Vignanello – La Madonna vestita

Vignanello - La Madonna vestita

Vignanello – La Madonna vestita

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – La Cappella della Madonna del Rosario nella Collegiata di Vignanello è la seconda lungo il fianco sinistro della Chiesa Collegiata di Vignanello. Si tratta in realtà di quello che viene definito “Cappellone”, per distinguerlo dalle cappelle più piccole.

L’altare fu consacrato personalmente dal papa Benedetto XIII il 9 Novembre 1725, durante la sua visita a Vignanello.

Sopra l’altare, si alza il quadro di Michelangelo Cerruti che rappresenta la Madonna del Rosario col Bambino in braccio, e S. Domenico e S. Caterina da Siena che ricevono il rosario. Il quadro fu dipinto nel 1723, su commissione di Francesco Maria Ruspoli. Le dimensioni del quadro, cosi come quelle dei quindici piccoli quadri che lo circondano, che rappresentano quindici Misteri, anch’essi opera di Michelangelo Cerruti, furono determinate dal Gazzale in funzione sia delle dimensioni della cappella che della retrostante nicchia, che contiene la statua della Madonna del Rosario, in grandezza naturale.

La statua fu realizzata da Filippo Cianfarani, un intagliatore e scultore romano, nel 1723, che così descrive la sua opera: “[…] fattura fatta nella statua nuda da vestirsi rappresentante la Madonna Ss.[antissi]ma del Rosario fatta per servizio del’Ecc.[ellentissi]mo Sig.[no]re Prencipe Ruspoli
[…]per aver scolpito la d.[ett]a statua che deve vestirsi alta al naturale con sue braccia snodate alle spalle et alli gomiti avendo incastrate e a..ertate le mani di carta pista afermate con colla e sella [?] come ancora avendoci intagliati li suoi piedi terminati[…]”

Lo stesso Cianfarani fece realizzare da un anonimo falegname il “piedestallo con sua cornice e basa largo pa.[l]mi 3 incirca e di agetto pa.[l]mi 2 ½”.

Per la sua opera Filippo Cianfarani fu pagato 15 scudi.

La nicchia, così come l’aspetto generale della statua, fu disegnata dall’architetto Giovan Battista Gazzaleii, che realizzò la maggior parte dei disegni degli arredi della Chiesa.
Nell’inventario della Collegiata del 1724 la statua è descritta così: “Statua della Mad.[onn]a SS:[antissi]ma del Rosario vestita con Bambino in braccio simil:[men]te vestito con Abiti ricamati, guarniti d’Oro, con viso, mani, collo, e Bambino di Lucca con Corone in testa d’arg:[ent]° con Gioie colorate, e Corone di Gioie, e medaglie di Filigrana, e Fiocchi Cremisi, e oro”.

In un’altra descrizione dell’ inventario del 1779 la statua viene descritta come:
“[…]la Statua della B.V.M. coperta con manto torchino gallonato nel fondo, manichetti, scollo, corone due d’argento con alcune pietre, due corone con due medaglie di filigrana”.iii
Al momento, non si sono trovati riferimenti circa la statua del Bambino, che probabilmente era preesistente, come fa intuire la definizione “Bambino di Lucca”, così come le corone e l’abito.

Sempre lo stesso inventario descrive alcuni ulteriori elementi appartenenti alla statua e conservati in un armadio nella sala sopra la Sacrestia: “Settima, ed ultima Custodia di d.[ett]° armario
Un Abbito pp[er] la Statua della SS.[antissi]ma Vergine del Rosario, ricamato d’oro con fondo bianco, ed altro simile pp[er] il S. Bambino, una cinta d’oro pp[er] l’abbito sud.[ett]° = Un velo di seta torchino stellato in parte a oro che serve di manto alla statua sudetta; altro velo bianco usato, che si pone sotto il d.[ett]° manto = tre pezzi di trina a oro falzo = N.° 12. fiocchetti di oro falzo tolti dai cuscini disfatti = Nella Stanza contigua a detta sala vi sono =Una corona d’Argento tonda pp[er] la SS.[antissi]ma Vergine del Rosario, ed un anello ordinario d’oro, e pietre falze, otto fila di perla bona, corona d’ambra con medaglia d’argento e filigrana, e sei bottoncini d’oro, il tutto entro una custodia”.

Il “velo di seta torchino stellato in parte a oro che serve di manto alla statua sudetta” qui riportato potrebbe essere quello realizzato sempre nel 1723 dal ricamatore romano Giovan Battista Serini, attivo come ricamatore anche di abiti teatrali e sicuramente al servizio della famiglia Ruspoli: “[…]il manto della Madonna Sant.[issim]a del Rosario in palmi N:° 29 in quadro tutto di stelle, e rose, ciove le stelle tutte di lama senza profilo [?], e le rose tutte di piano e strozzatino e li riversi di lama profilate di strozzatino[…]”
che fu pagato 31,90 scudi.

La statua era portata in processione, fono a pochi anni fa, a maggio, poi la tradizione si è interrotta. Indagini fatte localmente non hanno portato ad una causa certa, anche se sembra probabile che l’interruzione sia legata alla difficoltà di far scendere e salire il quadro della Madonna del Rosario che copre la statua.

A quanto è dato sapere, il vestito non è quello originale; l’attuale sembra essere stato realizzato nella seconda metà dell’800.

Maurizio Grattarola


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22 agosto, 2017

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