Riceviamo e pubblichiamo – Sull’emergenza neve tutto ci saremmo aspettati meno che la classica corsa agli applausi.
La gestione eccellente dell’emergenza, secondo me, andrebbe tradotta in un grande plauso ai privati imprenditori, a tutte le categorie e i cittadini che si sono messi in campo con risorse proprie per fronteggiare quest’ondata di neve.
Sono d’accordo che il Comune non potrebbe mai dotarsi di cinquanta lame con annessi mezzi, ma non ci vuole un genio per comprendere che solo a Viterbo ci sono molto più di cinquanta lame che il Comune, prendendo preventivamente accordi, avrebbe potuto realmente coordinare.
Prendere accordi prima significa ad esempio redigere un albo da consultare nel momento in cui viene prevista l’emergenza e non tra una nevicata e l’altra. Magari fornendo tutte le ditte dell’albo di una stessa rete radio, allora sì che si potrebbero veramente coordinare le operazioni. Cinquanta mezzi in campo non si coordinano con un cellulare e un’azione corale si ha solo se ognuno sa dov’è l’altro.
Non è un caso che ogni forza armata ha una rete di comunicazione.
Credo che se un risultato, almeno nelle strade principali, si è ottenuto è grazie alla sensibilità di imprenditori che nella città vivono e che loro stessi hanno contribuito a far crescere. A Ponte dell’Elce Merlani ha partecipato in maniera decisiva sia la scorsa settimana che questa a dare soccorso al quartiere.
Se le categorie di imprenditori e agricoltori non avessero contattato il comune oggi che scenario ci saremmo dovuti aspettare?
I mezzi stavolta c’erano li abbiamo visti tutti è il coordinamento che stento a comprendere, quel coordinamento che avrebbe dovuto ricoprire tutte le zone di Viterbo e non solo quelle principali.
Mi viene quindi da chiedere come mai non si è pensato che lunedì la città si sarebbe riversata nella zona uffici? Là non c’era un solo posto auto libero e le strade dal manto nevoso sono state sommerse dalle auto parcheggiate in carreggiata. Viterbesi di nuovo un popolo di barbari?
No, impiegati disperati che dovevano in qualche modo andare a lavorare! Perché non chiudere il centro strorico lunedì mattina, tra l’altro a negozi chiusi, aiutando le macchine bloccate a uscire? Pulire il centro sarebbe stato molto più semplice, impiegando su tutta la carreggiata mezzi meccanici. Ed invece no abbiamo assistito all’ennesimo teatrino con municipale pronta con i blocchetti delle multe ed amministratori rincorrerli a fermarli.
Questo è il coordinamento dell’emergenza? Minimizzare la perdita di voti o massimizzare il risultato delle operazioni? Dovremo dire grazie al vicesindaco per aver fermato la municipale? Come si possono prendere gli autobus urbani se tra le fermate e gli autobus in sosta ci sono muri di ghiaccio e neve? Eppure tutti pronti a dire che gli autobus circolavano.
Concludo con un’immagine epica, quella dell’assessore Bartoletti sabato mattina a piazza del Teatro, in tenuta casual portava a spasso la sua bicicletta su quaranta centimetri di neve.
E che non ci si venga a dire che questo è il modo di affrontare le emergenze.
Francesco Scialacqua
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