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Milano - La società condannata a pagare all'autore 2 milioni e 651mila euro, in attesa della sentenza di appello, prevista per la prossima primavera

Causa Mogol-Battisti, il paroliere manda in rosso l’Acqua Azzurra

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Mogol

Mogol

 

Lucio Battisti

Lucio Battisti

Milano – Causa Mogol-Battisti, il paroliere contro gli eredi e gli incassi delle canzoni spariscono. Giulio Rapetti, in arte Mogol, ha chiesto il pignoramento dei beni della società, bloccandone le disponibilità liquide. 

Le richieste di Mogol sono state parzialmente accolte dal tribunale di Milano che ha condannato Acqua Azzurra a pagare all’autore 2 milioni e 651mila euro. In attesa della sentenza di appello, prevista per la prossima primavera.

Mogol ha così mandato in rosso per la prima volta il bilancio di Edizioni Musicali Acqua Azzurra Srl, fondata nel 1969 da Battisti e Mogol. Il cantautore ha lasciato in eredità alla moglie Grazia Letizia Veronesi e al figlio Luca Battisti le sue quote.

La causa è stata intentata da Rapetti, che ha chiesto alla società un risarcimento danni pari a 8 milioni di euro. La sentenza di primo grado che è stata emessa nel luglio del 2016 dal tribunale di Milano ha riconosciuto in parte le richieste di Mogol e la società è stata condannata a pagare 2 milioni e 651 mila euro al paroliere.

Non è la l’unica bega legale che interessa Edizioni Musicali Acqua Azzurra Srl. A inizio 2017, la società ha ricevuto un atto di citazione da parte di Sony Music per la richiesta di presunti danni subiti in merito all’utilizzo dei brani sulle piattaforme digitali.

Nel frattempo il terzo socio di Edizioni Musicali Acqua Azzurra, Universal Music Publishing Ricordi, che fa parte del gruppo Vivendi di cui è proprietario Vincent Bollorè, che detiene il 35% delle quote, ha annunciato ad aprile scorso la messa in vendita dei diritti delle canzoni, perché stanco delle continue lotte tra la vedova Battisti, presidente della società che detiene il 56% delle quote con il figlio, e Mogol, che ha il rimanente 9%.

Da settembre al via la vendita all’asta del catalogo editoriale. Le manifestazioni di interesse ci sono e tante sarebbero le grandi major musicali che vorrebbero mettere le mani sul ricco catalogo, proprio a un anno dal ventennale dalla morte del cantante, mancato il 9 settembre 1998. 

La vendita non comporta che gli eredi di Lucio Battisti e di Mogol smettano di ricevere una percentuale dagli incassi derivanti dallo sfruttamento delle canzoni. Per legge è infatti previsto che chiunque comprerà il catalogo continuerà a versare loro quanto dovuto.

 


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29 agosto, 2017

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