Viterbo – La piromania è una dipendenza. Chi appicca incendi volontariamente non potrebbe farne a meno e non sarebbe consapevole dei disastri che può provocare. Ma soprattutto si tratterebbe di una patologia impossibile da prevenire. Anche se, una volta individuata, secondo il dottor Sergio Cavasino, responsabile del reparto di Psicologia dell’ospedale Belcolle, si può trattare.
Ma soprattutto se è vero che il piromane è un incendiario, non sempre un incendiario è un piromane. I profiler dell’Fbi dicono che il piromane patologico in genere agisce d’impulso, è un maschio tra i 30 e i 40 anni, di solito agisce non lontano dal posto in cui vive e d’estate, poiché sa bene che l’innesco e la propagazione sono più facili.
Dottor Cavasino, che cos’è la piromania?
“Chiariamo subito che non tutti gli incendi dolosi sono opera di un piromane patologico. La piromania clinica è un’intensa ossessione verso il fuoco, un disturbo del controllo degli impulsi, una dipendenza, che spinge le persone ad appiccare fuochi. Il piromane non si rende conto della gravità del suo comportamento. Anzi, spesso si mescola ai soccorritori, si ferma a osservare il rogo, traendone piacere”.
Come si fa a riconoscere un potenziale piromane? Esiste un modo per capire se una persona è predisposta e può diventare pericolosa per sé e per gli altri?
“E’ praticamente impossibile. Un piromane, in senso clinico, non ha generalmente altri sintomi esclusa la fissazione per il fuoco, che è la causa del suo comportamento. Ci sono comunque pochi studi scientifici, prevalentemente statunitensi. C’è chi ritiene che la piromania sia una forma di comunicazione per individui con scarse abilità sociali oppure con una sessualità poco gratificante”.
Nei giorni scorsi a Viterbo è stato arrestato dai carabinieri forestali un presunto piromane seriale. Anche gli incendi divampati tra Ischia e Farnese potrebbero essere stati appiccati da un piromane…
“Per avere una diagnosi positiva, si devono avere almeno due casi di incendio appiccato intenzionalmente. E poi va fatto un distinguo tra il piromane e l’incendiario criminale, che agisce spinto non dalla dipendenza dal fuoco, ma per vendetta, ritorsione o profitto. Non tutti gli incendi dolosi sono opera di un piromane. Il malato agisce per il proprio piacere, senza nessun’altra motivazione, a volte solo per vedere cosa provocano le proprie azioni. C’è chi lo fa per il piacere di leggere nei quotidiani o di sentire parlare da parte dei media delle proprie azioni”.
Si può guarire dalla piromania?
“Sicuramente si può trattare, attraverso la terapia comportamentale. Il problema è che il malato rifiuta le cure e accede ai servizi di salute mentale solo se costretto dalle conseguenze negative dei suoi gesti. In pratica, quando e se viene scoperto”.
Silvana Cortignani
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