Riceviamo e pubblichiamo – I danni prodotti dalla infestazione del Cinipide del Castagno sono incalcolabili.
È ormai da due anni che i ricavi si sono avvicinati allo zero assoluto con redditi negativi a causa dei costi fissi con i quali poter tenere in vita interi boschi di alberi secolari, da frutto e da legno, che rischiano di morire.
Lo stesso sta avvenendo in tutto il Lazio, in particolare sui Monti Lepini, con l’aggravante dei danni prodotti dalle abbondanti nevicate con atterramento di tanti alberi e di serie di rami che porteranno ad un impoverimento grave della chioma.
Del problema, del problema se ne è parlato in apposita riunione tenutasi nello studio del ministro delle Politiche Agricole e Forestali Mario Catania, alla presenza del ministro stesso, il dirigente Alberto Manzo che segue le vicende della castanicoltura per conto del ministero, Il Senatore Stefano Pedica dell’Idv vicepresidente della 14esima commissione permanente (Politiche dell’Unione Europea), Angelo Bini presidente e Sergio Forliti vicepresidente della CoopCast, Luigi Martino Giovannelli presidente della cooperativa “Frutta in Guscio dei Monti Cimini”.
Il ministro ha detto chiaramente che, purtroppo, il ministero è senza fondi ma, in ogni caso, ritiene il problema degno della massima attenzione per cui il Ministero farà gli opportuni passi sia presso la Regione Lazio, competente in materia, sia presso gli organismi comunitari.
La delegazione ha invitato il Ministro stesso a visitare i nostri boschi.
Ci auguriamo che le diverse iniziative concorrano a creare spinte e sinergie capaci di produrre risultati concreti.
Intanto si stanno attivando iniziative per studiare forme incisive di intervento su criteri e regole della nuova Politica agricola comunitaria (PAC).
La prima a muoversi, sulla base delle nostre notizie, è stata la “Cooperativa Agricola Forestale Valle Singerna” di Caprese Michelangelo (AR) la quale aveva organizzato, insieme a Regione Toscana e Provincia di Arezzo, apposito convegno per il 1 Febbraio 2012 rimandato a data da destinarsi a causa della neve.
Sembra ormai evidente che, oltre gli improcrastinabili aiuti per combattere il Cinipide, difendere i boschi di castagno e risarcire i castanicoltori delle gravi perdite subite, una delle richieste fondamentali sia quella della obbligatorietà di etichette veritiere per i prodotti agricoli ed alimentari.
È tempo che si parla di questo grave problema per il quale sono state approvate anche leggi nazionali e regionali ma che evidentemente non risolvono il problema se a livello comunitario è in atto uno scontro fortissimo sul problema con l’industria europea ed internazionale che sembra condizioni una scelta che veramente sarebbe un enorme aiuto per l’agricoltura locale, italiana ed europea.
Ferruccio Romano Schiavella
Angelo Bini
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