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Operazione Red Zoll - Si andrà a giudizio immediato - Rigettata la richiesta di messa in prova

Evasione fiscale milionaria, al via il processo ter ai fratelli Marchetti

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I fratelli Elio e Catia Marchetti

I fratelli Elio e Catia Marchetti

 

Il pm Fabrizio Tucci

Il pm Fabrizio Tucci

 

Gli avvocati Roberto e Francesco Massatani

Gli avvocati Roberto e Francesco Massatani

 

L'avvocato Marco Valerio Mazzatosta

L’avvocato Marco Valerio Mazzatosta

Viterbo – Operazione Red Zoll, sarà giudizio immediato. Ma tra accusa e difesa è stato per l’ennesima volta braccio di ferro. Gli atti non torneranno al pm per l’udienza preliminare e non è stata accolta neanche la richiesta di messa in prova degli imputati. Promosso dal giudice il decreto di giudizio immediato bis emesso dal gip lo scorso 27 aprile. 

E’ ripresa ieri, subito con un processo di spicco, l’attività giudiziaria della sezione penale del tribunale di Viterbo.

Ergo, per la terza volta in tre anni, è ripartito ieri dall’inizio il processo per una presunta evasione fiscale milionaria sulle supercar importate dall’estero ai fratelli Catia e Elio Marchetti, clamorosamente finiti in carcere per questo all’inizio dell’estate 2014.

Nel frattempo vuole accelerare i tempi il sostituto procuratore Fabrizio Tucci, il quale ha giù chiesto al giudice Giacomo Autizi, che ha rigettato le questioni preliminari dei difensori Francesco e Roberto Massatani e Marco Valerio Mazzatosta, di fare un calendario delle udienze.  

Nelle intenzioni del pm Tucci, avrebbe dovuto essere un processo lampo quello iniziato, senza il passaggio dall’udienza preliminare, il 13 novembre 2014 davanti al giudice Eugenio Turco, appena quattro mesi dopo il clamoroso arresto di inizio luglio dei due imprenditori del settore auto.

Poi il giudice Turco è stato inviato in missione a Belgrado per l’Anticorruzione e il processo è ripartito da zero nel 2016 davanti al giudice Silvia Mattei. Non passa neanche un anno e, il 19 aprile scorso, è stata la stessa giudice Mattei ad azzerare per la seconda volta il processo. Stavolta in maniera eclatante. Rinviando gli atti al gip dopo avere accolto l’istanza delle difese di nullità del decreto di giudizio immediato emesso dal gip il 27 luglio 2014, in quanto carente dell’indicazione della possibile richiesta di riti alternativi. 

Per Mazzatosta e i Massatani, però, la Mattei avrebbe dovuto rinviare gli atti al pm e non al gip. Abbastanza per far saltare l’udienza di ammissione prove del 10 luglio davanti al terzo giudice, Giacomo Autizi, che ha preso tempo per studiare le carte a fondo. Ieri, sciogliendo la riserva, a sfavore degli imputati ha blandito la difesa parlando di “questioni pregevolmente poste”. Ma nisba. E non ha accolto nemmeno la richiesta, alternativa, della messa in prova degli imputati.

Il processo stavolta si farà. Prima udienza alle ore 14 del 14 dicembre. Il difensore Roberto Massatani ha introdotto però una novità. “E’ una sentenza della commissione provinciale tributaria”, ha detto, spiegando che non l’avrebbe illustrata perché “si tratta di un documento da valutare in seguito all’audizione dei testi dell’agenzia delle entrate”. Chi vivrà, vedrà. 

Silvana Cortignani

 


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8 settembre, 2017

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