Viterbo – “Avrebbe, in modo fraudolento, dirottato verso il proprio studio privato pazienti che si rivolgevano alla Asl per visite inerenti il rinnovo della patente”. Oltre ad aver “conseguito corrispettivi non dovuti per servizio straordinario non prestato e oggetto di false attestazioni”. La Corte dei conti ha condannato Enrico Pasquinangeli, oculista dell’ospedale di Belcolle, a risarcire lo stato per 50mila euro, per danno erariale. La sentenza è l’esito del ricorso presentato dal medico, dopo la condanna di oltre 100mila euro inflitta, in precedenza, dalla procura regionale della Corte dei conti.
Per questi fatti, commessi secondo l’accusa tra il 2011 e il 2012, Pasquinangeli avrebbe inoltre “patteggiato”, come è scritto nella sentenza della Corte dei conti, una pena davanti al tribunale di Viterbo. “Abuso d’ufficio, truffa ai danni dello Stato e falso ideologico”, i reati contestati.
L’oculista del Belcolle, secondo l’accusa, avrebbe “dirottato verso il proprio studio privato 1677 pazienti, che si rivolgevano alla Asl per visite inerenti il rinnovo della patente. Determinando, all’azienda sanitaria, un mancato introito di 83mila 867 euro”. Inoltre, sempre per l’accusa, ci sarebbe un “danno di 16mila 234 euro” per straordinari registrati ma non effettuati.
Pasquinangeli, dopo la condanna della procura regionale della Corte dei conti, ha fatto ricorso.
Pazienti “dirottati” – Per i giudici contabili, il medico, “attraverso atti dolosamente finalizzati, ‘pilotava’ nel suo studio le visite che arrivavano al reparto oculistico” di Belcolle, “utilizzando ad esempio il cordless del reparto per rispondere ai pazienti e porre in essere la condotta distrattiva”. Per la Corte dei conti, l’oculista avrebbe “operato, in modo sistematico, anche dopo che la Asl di Viterbo aveva sospeso il rilascio dei certificati per la patente”. Ma “il collegio” dei giudici contabili “ritiene di poter ridurre la qualificazione” del danno “a 32mila 515 euro”. Circa 51mila euro in meno rispetto al calcolo iniziale.
Straordinari non dovuti – Per la Corte dei Conti, Pasquinangeli avrebbe “sistematicamente iniziato lo ‘straordinario in reperibilità’ più tardi rispetto all’orario registrato dai tabulati, conseguendo 16mila 234 euro di retribuzione non dovuta (393 ore)”.
Per i giudici contabili, “il danno totale è di 50mila euro”. E a tanto condannano l’oculista dell’ospedale di Belcolle: “Al pagamento di 50mila euro, in favore dell’erario”.
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