Viterbo – Nuovo, violento, episodio nel carcere di Mammagialla. Un detenuto sarebbe stato infilzato all’addome da un altro detenuto, con un punteruolo artigianale.
L’episodio ieri, nel penitenziario viterbese. All’aggressore, durante un’ispezione in cella, sarebbe stato trovato un ulteriore punteruolo, piccolo e sempre artigianale.
La vittima, un detenuto di origini straniere, come l’aggressore, è stato subito portato in infermeria, dove gli è stata medicata la ferita all’addome. Non sarebbe in pericolo di vita.
“Grazie ai sanitari, sempre professionali, del carcere di Mammagialla”, commenta Danilo Primi, consigliere nazionale dell’Uspp, che sottolinea come “questi violenti episodi siano, purtroppo, all’ordine del giorno in tutti i penitenziari d’Italia. Qualche giorno fa, a Rieti, un detenuto ha aggredito tre agenti di polizia penitenziaria, mandandone uno in ospedale con un braccio rotto – racconta Primi -. Da quel carcere, il detenuto è stato subito trasferito. A Viterbo. E’ problematico, e sta creano problemi anche qui”.
Poi l’affondo all’amministrazione viterbese. “O non è capace o non sa farsi rispettare – attacca Primi -. A Mammagialla i detenuti problematici non diminuiscono mai, ma aumentano. Li riceviamo dagli altri penitenziari, ma non ne facciamo mai trasferire uno. Questa amministrazione non punisce i detenuti violenti e non tutela la polizia penitenziaria. Abbiamo perso tutto il potere e l’autorevolezza che avevamo. Non possiamo essere lasciati alla mercé dei detenuti. Io, non ci sto”.
Questa mattina, la contrattazione decentrata tra polizia penitenziaria e amministrazione. “Sono stufo di lavorare in queste condizioni – continua Primi -. Con una nota a verbale, oggi abbandonerò il tavolo. E lo farò finché non verremo tutelati. Spero che questa azione la facciano anche le altre sigle sindacali. Uniti, in vista della manifestazione del 19 settembre”.
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