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Cellere - Sabato 16 settembre al museo del brigantaggio la prima nazionale dello spattacolo di Gianni Abbate

In scena “Briganteide”

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Cellere - Museo del brigantaggio

Cellere – Museo del brigantaggio

Cellere – Riceviamo e pubblichiamno – Per la rassegna MuseiOn, promossa dal Sistema museale del lago di Bolsena, con il contributo dell’Unione Europea e della Regione Lazio, sabato 16 settembre ore 21 al museo del brigantaggio di Cellere, il Teatro Null, Officina culturale I porti della Teverina, presenta in prima nazionale, “Briganteide” di Gianni Abbate. Lo spettacolo rientra anche nel programma dei festeggiamenti per i dieci anni di vita del Museo del brigantaggio.

Centoventuno anni fa, il corpo di Domenico Tiburzi veniva sepolto all’entrata del cimitero di Capalbio, dopo una disputa tra quelli che lo volevano nel cimitero e il parroco che si rifiutava, venendo così a un compromesso.

Col passare del tempo il cimitero si è ingrandito e adesso la sua tomba è in terra consacrata, come a dire che Domenichino si è preso una rivincita sul parroco che lo volle fuori dal cimitero. Quando morì i cantastorie portarono la notizia sulle piazze, anticipando i titoli delle Gazzette. Ma in Briganteide non si parla solo di Tiburzi, emblema del brigantaggio maremmano, si vuole anche far luce sulle origini del Brigantaggio e le sue cause.

“Innanzitutto c’è da dire che il brigantaggio è un fenomeno universale antico quanto l’uomo” – dice Gianni Abbate – “Se analizziamo il Medioevo, è tutto un susseguirsi di avvenimenti criminosi, in particolare saccheggi e aggressioni, specialmente lungo le vie di traffico, così come erano frequenti i sequestri di persone facoltose, cosa che ritroviamo ancora nel ‘900.

Tra il Seicento e il Settecento, il fenomeno “brigantaggio” ha avuto un leggero calo, per tornare a farsi nuovamente prepotente nell’Ottocento. Proliferò a dismisura anche grazie al permissivismo di vari papi.

Negli anni successivi all’Unità d’Italia, latifondismo, fiscalismo pesante, tributi, tasse, tirannia e soprusi, riducono le masse contadine alla miseria più nera. In questo clima non può che non proliferare il brigantaggio e i contadini intravedevano nell’opera del bandito “livellatore” l’unica forma di rimedio ai torti e alle ingiustizie sociali”.

Lo spettacolo, tra narrazione e musica dal vivo, ci fa rivivere il brigantaggio in Maremma con ironia e spunti divertenti, ma ci fa anche riflettere sul nostro presente. Prendono parte allo spettacolo: Gianni Abbate, Ennio Cuccuini, Simone Precoma e Giovanna Vassallo. Musica con Stefano Belardi, chitarra acustica, bouzuki e voce, Christian Arlecchino violino, Simone Possieri percussioni. Testo e Regia sono di Gianni Abbate. Ingresso libero, info: 3471103270.

Teatro null


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11 settembre, 2017

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