Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Nella mattinata odierna alla casa circondariale di Viterbo si è svolto un incontro tra l’amministrazione penitenziaria nella figura della direzione e le OoSs rappresentative nel comparto.
Questa segreteria con il presente comunicato consegnato a verbale, ha voluto mettere in primo piano la situazione che si sta vivendo da tempo nell’istituto viterbese anche in relazione agli ultimi gravissimi fatti avvenuti, non ultimi ieri nel tardo pomeriggio.
A nostro parere, anche se legittima la contrattazione odierna, era doveroso stabilire anteriormente un incontro con le OoSs per affrontare tutte quelle problematiche ed eventi critici che il personale che lavora a Mammagialla ha dovuto affrontare lavorando per la quasi totalità del periodo estivo in totale emergenza, con prolungamenti dell’orario di servizio con doppi turni fino a 16 ore, padiglioni coperti dopo le 20 da un solo addetto che doveva vigilare anche su sei sezioni detentive (quando c’era), rotonde dei primi piani e piani terra quasi sempre chiusi dopo le 16, aggressioni, sputi, insulti.
Il personale è esausto, esausto di lavorare tutti i giorni in emergenza e carico di tensione, vessato da detenuti che non hanno più rispetto delle regole, regole che la stessa amministrazione a tutti i livelli, anche locale non fa più rispettare.
Il risultato di tale situazione è palese e sotto gli occhi di tutti, non capiamo come la locale amministrazione non si renda e non si vuole renderne conto che il personale di polizia è stanco e stufo di fare da bersaglio ai detenuti e all’amministrazione stessa.
Riassunto quanto sopra, questa segreteria, visti anche i fatti gravissimi successi nel pomeriggio di ieri, goccia che ha fatto traboccare il bicchiere già colmo, dove ci sono stati degli accoltellamenti in una sezione detentiva e il ritrovamento di punteruoli rudimentali, ritiene doveroso abbandonare il tavolo contrattuale fino a quando l’amministrazione si renderà conto che esiste pure la tutela delle donne e degli uomini della polizia penitenziaria.
Da oggi metteremo in campo ogni forma di protesta atta a far comprendere a tutte le varie istituzioni ad ogni livello il malessere che sta vivendo la polizia penitenziaria.
Danilo Primi
Delegato nazionale Uspp
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