Viterbo – Festa di Santa Lucia movimentata nel cuore del centro storico di Bagnaia dove, il 13 dicembre 2013, un 51enne in stato di ebbrezza alcolica ha fatto irruzione nell’abitazione della ex per farsi ridare il computer. Fatto sta che il pc è finito a terra in frantumi e la donna ha chiamato il 113.
All’arrivo delle volanti l’uomo ha dato in escandescenze e ai poliziotti non è rimasto altro da fare che atterralo e mettergli le manette per evitare il peggio. A processo per resistenza a pubblico ufficiale e lesioni personali aggravate, ieri si è difeso davanti al giudice Silvia Mattei.
Prima però è stata sentita la ex, una 47enne d’origine marocchina, cartomante a domicilio per un call center. “Me lo sono trovato sotto l’autobus che batteva sui finestrini minacciosamente per farmi scendere – ha raccontato – poi mi ha seguita a casa, ha sfondato la porta per entrare, quindi ha sfondato pure quella del bagno, dove mi ero rifugiata, infine ha strappato la tenda della doccia. Ero terrorizzata”.
Tutto per riavere il computer che le aveva prestato: “Io glielo avrei dato senza problemi, invece ha voluto fare lo show. A un certo punto gliel’ho tirato, è caduto ed è andato in mille pezzi. Dopo di che ho dovuto chiamare il 113 e alla vista degli agenti si è scatenato. Una cosa mai vista”.
Il 51enne ha dato colpa alla ex. “Buttava nelle slot machine tutti gli 800 euro che prendeva per fare la cartomante a domicilio per il call center, quel giorno era sparita per giocarsi lo stipendio, per questo quando è arrivata con l’autobus ero arrabbiato. Rivolevo il mio computer, perché mi ero detto che era ora di smetterla che le pagavo l’affitto, le bollette, le facevo la spesa, tutto a spese mie. Non per lei, ma per mio figlio, per farlo tornare a casa con la mamma, perché glielo avevano tolto, affidato a una casa famiglia, perché lei si ubriacava e giocava alle slot. Era anche andata in coma etilico, avevo dovuto portarla in comunità. Pure quella sera era completamente ubriaca. Il computer non me lo ha dato, me lo ha lanciato. Ma quando mi hanno atterrato e ammanettato, non scalciavo, ero solo alterato“.
Secondo la sua versione, insomma, il 51enne avrebbe rivoluto il pc per punire la ex che, invece di usare i soldi per l’affitto, li avrebbe sperperati al gioco. Sentenza rinviata al 10 gennaio 2018.
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