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Tribunale - Fabrica di Roma - L'avvocato dell'uomo aggredito: "Quattro mesi e 10mila euro di ammenda per il proprietario del carroattrezzi. Pene anche per il figlio e il mio assistito"

Pestò un romeno che aveva parcheggiato in un posto per disabili, condannato

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Fabrica di Roma - Il romeno dopo essere stato aggredito

Fabrica di Roma – Il romeno dopo essere stato aggredito

Fabrica di Roma - Il romeno dopo essere stato aggredito

Fabrica di Roma – Il romeno dopo essere stato aggredito

L'avvocato Giancarlo Germani

L’avvocato Giancarlo Germani

Fabrica di Roma – Picchiò un romeno che aveva parcheggiato l’auto in uno spazio riservato ai disabili. Lo aggredì sotto gli occhi dei carabinieri, che avevano notato la macchina ferma in divieto di sosta.

Era la sera del 10 ottobre 2010, a Fabrica di Roma. E la notizia, all’epoca, finì sulle principali testate nazionali: dal Corriere della Sera al Tg3. Oggi, a sette anni di distanza dall’aggressione, sono arrivate le condanne del tribunale di Viterbo.

“Il giudice Giovanni Pintimalli – fa sapere l’avvocato Giancarlo Germani, difensore di M.M., il romeno picchiato – ha condannato L.C. a quattro mesi di reclusione e 10mila euro di provvisionale. Oltre a un risarcimento del danno da quantificare in sede civile e al pagamento delle spese processuali in favore del mio assistito”.

L.C. è il titolare della ditta di carroattrezzi che picchiò M.M., manovale romeno. Ma a processo, davanti al tribunale di Viterbo, sarebbero finiti anche il figlio e lo stesso M.M., denunciato da C. padre. Tutti e tre sarebbero stati accusati di lesioni. “Il primo – continua l’avvocato Germani – è stato condannato a dieci giorni di reclusione, mentre il romeno a trecento euro di ammenda perché L.C. quella sera aveva le nocche sbucciate. In realtà non venne ferito dal mio assisto ma si fece male da solo, spaccando l’orbita oculare a M.M.”.

Prima della sentenza, la testimonianza, in aula, del medico del 118 che curò C. padre e M.M. “Quella sera, sebbene fosse M.M. la persona a terra sanguinante, venne portato al pronto soccorso prima C. e poi il romeno – racconta l’avvocato Germani -. Davanti al giudice, il medico ha dichiarato che l’italiano non aveva nulla mentre M.M. l’orbita oculare rotta. Ma, stando sempre al racconto in aula del medico, dopo due ore C. torna in ospedale lamentando mal di testa e vomito…”.


Il video dell’aggressione



L’aggressione – E’ la sera del 10 ottobre 2010. In via Roma, nel centro storico di Fabrica di Roma. Il carroattrezzi sta agganciando una Volkswagen parcheggiata in uno spazio dedicato ai disabili, per portarla via. I proprietari si precipitano, per evitare la multa. Sono sull’auto, per spostarla, ma è troppo tardi. Un carabiniere muove il braccio, come a far cenno al carroattrezzi di procedere. E una banale discussione nasce tra il titolare della ditta di carroattrezzi, L.C., e M.M., che sta filmando la scena con il telefonino.

La Volkswagen non sarebbe sua, ma di un amico che sarebbe ospite a cena da lui insieme alla moglie, alla sorella e al figlio di soli due mesi. Ma, all’improvviso, l’autista del mezzo di rimozione si dirige verso il romeno. “Senti, non mi devi riprendere a me perché… Non mi riprendere”, gli urla in faccia mentre si avvicina all’obiettivo. Poi il pugno, sotto gli occhi dei carabinieri. Un diretto in pieno volto, che avrebbe procurato a M.M. fratture facciali multiple con una prognosi di 35 giorni, dopo i quattro giorni iniziali di ricovero in ospedale. Il romeno rimane sull’asfalto, dopo aver perso il telefonino. Telefonino che viene recuperato dal figlio che, sceso in strada, continua a filmare la scena, inseguito dal figlio di C.  

Un mese dopo l’aggressione, M.M. denuncia alla procura di Viterbo L.C. e il figlio. Allegando anche il video ripreso con il cellulare. Poi il processo, e infine le condanne.


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21 settembre, 2017

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