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Caprarola - Se ne discuterà nell’incontro dei tecnici agronomi dell’Italia centrale il 28 e il 29 febbraio

Arriva il manuale per la coltivazione del castagno

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Una pianta infestata dal cinipide

Una pianta infestata dal cinipide

Riceviamo e pubblichiamo – Non solo il Cinipide, altre infestazioni, numerose malattie e l’innalzarsi verso nord del limite di sdattamento della Palma ma tanti altri fattori stanno mettendo in forse la resistenza del castagno in Italia e sui Cimini in particolare.

Con la meccanizzazione, l’utilizzo dei fitosanitari e di altre pratiche innaturali promosse da una pubblicità anche mascherata da “scienza e cultura agraria moderna” inducono i castanicoltori a comportamenti che possono portare alla distruzione di un patrimonio tanto importante.

L’incontro dei tecnici agronomi dell’Italia centrale, che si terrà il 28 ed il 29 febbraio a Caprarola presso il centro Arsial ove è localizzato il primo centro di riproduzione del Torymus Sinensis della Regione Lazio, potrebbe essere l’occasione buona e qualificata per iniziare a discutere sulla opportunità e sui contenuti di un manuale ed, insieme, di un regolamento per ispirare e regolamentare la coltivazione del castagno.

Con l’avvento del Cinipide è scattata l’attenzione per un cultura tanto pregiata e dai mille risvolti positivi e di eccellenza e ci si è accorti, in mille e mille convegni, di tante ferite aperte ma le analisi e le risoluzioni di alto valore non si sono diffuse nella cultura e nei comportamenti degli operatori del settore: dai coltivatori che distruggono il sottobosco, e il bosco, al settore commerciale che rende promiscua la commercializzazione del prodotto che invece è tipico per sua natura.

Così gli enti pubblici, la Regione Lazio e l’università della Tuscia, il ministero dell’Agricoltura possono definire i comportamenti ispirativi in un manuale e imporre i comportamenti essenziali in un Regolamento.

Angelo Bini
Ferruccio Romano Schiavella


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25 febbraio, 2012

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