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Riceviamo e pubblichiamo – Apprendiamo con molto stupore che in alcuni comuni della nostra provincia la Talete sta facendo chiudere i contatori e quindi l’erogazione dell’acqua ai cittadini morosi.
Nel frattempo in alcuni comuni circolano agenti commerciali dell’Acea intenti a verificare la disponibilità di contratti di fornitura dell’acqua, con la stessa Acea.
Dopo le dimissioni del consigliere Curti (cda della Talete), in quota Pd, ricordiamo la bagarre avvenuta per la nomina del cda Talete, con conseguente spaccatura del Pd e consegna della presidenza al centro-destra. Cosa dicono Pd e Pdl oramai alleati di ferro?
Il Pd ripiega su una assemblea dei sindaci, il Pdl è afono. Aspettano forse la chiamata di qualche liberalizzatore/privatizzatore?
Il governo Monti sostenuto da Pd e Pdl ci ha dato buona prova di cosa sono in grado di fare.
Solamente Rifondazione comunista, già dal 1994, non votò la legge Galli per due motivazioni fondamentali: la previsione della privatizzazione e il ricarico sulla tariffa anche dei costi di investimento della rete idrica.
L’acqua è un bene pubblico e va gestito pubblicamente. Ribadiamo con forza la nostra posizione che è la stessa intrapresa in questi anni dal forum italiano acqua bene comune.
La Talete non va fatta fallire, ma va ricapitalizzata. La Talete va trasformata in un ente di diritto pubblico; infatti dal testo unico degli enti locali si evince la possibilità di trasformarla in Consorzio o azienda speciale. La Talete deve essere posta sotto il controllo diretto dei cittadini e di tutte le parti sociali e non un carrozzone “ricicla trombati”. Se questa inetta classe politica non è capace di agire, come accennato, è bene che il servizio idrico ritorni nella podestà dei Comuni.
Allora, come oggi, siamo in prima linea insieme ai movimenti per far rispettare il risultato dei referendum perché l’acqua è un bene comune inalienabile.
Chiediamo l’immediata riapertura dell’erogazione dell’acqua ai cittadini che ne sono stati privati perché la controversia sulle presunte morosità vengano risolte con altre modalità e non con la privazione di un bene primario essenziale come l’acqua.
Stefano Troncarelli
Segretario provinciale di Rifondazione comunista – Viterbo
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