Viterbo – (g.f.) – “Una produzione d’altri tempi”. Castagne, quest’anno si può fare festa sul serio. La produzione è tornata a livelli più che soddisfacenti.
In Camera di Commercio la presentazione delle Feste della castagna nella Tuscia 2017, cartellone che racchiude tutte le iniziative del periodo, dedicate a uno dei prodotti tipici della Tuscia.
Presidente Domenico Merlani e segretario Francesco Monzillo puntano sui numeri. Decisamente incoraggianti.
“Siamo alla tredicesima edizione – spiega Domenico Merlani – e vedo nei produttori un leggero sorriso. Non saremo ai livelli degli anni migliori, ma i risultati sono importanti. Nonostante il clima stia cambiando e in qualche modo incida su produzione e dimensione del frutto. Ma i risultati del raccolto ci fanno ben sperare”. Nel frattempo, che festa sia.
Oltre 150 gli appuntamenti in programma, tra folklore, degustazioni guidate, caldarroste e stand enogastronomici. Dal 29 settembre al primo novembre.
Si parte con Soriano nel Cimino, da oggi al 15 ottobre. Quindi Caprarola, dal 7 al 15 ottobre, Vallerano, il 7 ottobre e il primo novembre, San Martino al Cimino, dal 14 al 22 ottobre, Canepina dal 14 al 29 ottobre e Latera, dal 21 al 29 ottobre. Durante tutto il periodo, in programma visite guidate nei borghi medioevali. E molto altro.
“Una produzione che possiamo definire d’altri tempi – spiega il segretario della camera di commercio Francesco Monzillo – quella attuale e dopo il Cinipide, che ha provocato uno choc enorme anche alle aziende agricole, con quasi un abbandono da parte degli imprenditori. Oggi possiamo dire che si può andare avanti in modo diverso”.
Un comparto, quello della castagna, non trascurabile per i comuni interessati. “Valutabile in circa venti milioni di euro – sottolinea Monzillo – senza considerare l’indotto”. Solo a Canepina, compreso l’indotto, la produzione di castagne si aggira fra i tre e i cinque milioni di euro.
“Quest’anno – spiega il sindaco Aldo Moneta – rispetto allo scorso non buono, possiamo dire che la produzione è decisamente soddisfacente. A livelli ante Cinipide. Seppure i mutamenti climatici abbiano di fatto modificato in parte il frutto”
A Canepina le Giornate della castagna è arrivata alla 36esima edizione. “La nostra è una festa popolare – ricorda Moneta – in tre fine settimana, con i nostri piatti tipici nelle cantine. Nel primo, avremo anche un gemellaggio internazionale, con cinque comuni in arrivo da altrettanti Paesi”.
Sono cinquant’anni, invece, che a Soriano nel Cimino si festeggia la castagna. “Avremo molte iniziative – spiega Antonio Tempesta dell’associazione che organizza la manifestazione – ci sarà pure un confronto fra tre paesi, Australia, Usa e Italia, su castagne, nocciole e tartufo per il post vendita. Non trascureremo, poi, la parte storica. Andiamo avanti, anche se ogni anno ci chiedono sempre maggiori adempimenti e diventa sempre più complicato”.
È la trentesima edizione, invece, quella in programma a San Martino al Cimino. “Grazie alla camera di commercio – spiega l’assessora allo Sviluppo economico al comune di Viterbo Sonia Perà – si riesce a fare promozione in modo diverso dell’iniziativa, altrimenti non possibile per i singoli comuni.
Siamo alle 30esima edizione, la pro loco è molto attiva. Tutte le castagne, seppure dalle nostri parti la produzione sia inferiore ad altri centri, sono del posto. In due fine settimana avremo fra l’altro, la contesa, con la rievocazione dei templari nel borgo. Metteremo insieme due prodotti tipici, funghi e castagne”.
Distante dai monti Cimini, c’è il marrone di Latera. “Dopo 33 anni – spiega il sindaco Luigi Di Biagio – la manifestazione assume una veste completamente diversa. Abbiamo deciso di puntare sulle eccellenze del territorio, l’artigianato, i prodotti tipici. Avremo gli stand, con l’osteria della castagna, rinnovata e la maratonina del marrone il 29 ottobre”.
Sono circa tremila gli ettari nella Tuscia coltivati a castagna, in nove comuni, con il 70 per cento della produzione concentrato fra Canepina, Viterbo e Vallerano.
Canepina ha la superficie più vasta: 690 ettari, seguita da Viterbo (670), Vallerano (650), Caprarola (370), Soriano nel Cimino (330), Ronciglione (270).
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