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Tribunale - Civitella d'Agliano - Coniugi a processo, sono accusati anche di estorsione - La vittima: "Ho perso 2mila euro"

Auto in vendita sul web ma è una truffa

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Viterbo - Tribunale

Viterbo – Tribunale

Civitella d’Agliano – Mettono un’auto in vendita sul web, ma per la procura è una truffa. E una coppia di coniugi di Civitella d’Agliano finisce a processo, accusata anche di estorsione. Si sarebbe fatta dare un acconto di 2mila euro promettendo la consegna della macchina, che all’acquirente non è però mai arrivata.

La vittima si imbatte nell’auto in vendita su internet nell’estate 2012. L’annuncio è allettante. Talmente tanto che non perde tempo ad alzare la cornetta e a contattare il numero in calce. “Con il venditore – spiega in aula l’acquirente al giudice Silvia Mattei – ci siamo accordati di incontrarci davanti al cimitero di Civitella d’Agliano per vedere l’auto e, in caso, stabilire il prezzo d’acquisto”.

Da Perugia, dove vive, la vittima arriva nel paese dell’alta Tuscia. “La macchina mi interessava – continua nel suo racconto in aula, sollecitato dalle domande del pubblico ministero -. Così il venditore mi ha portato nella sua abitazione e lì abbiamo concordato il prezzo: 3300 euro. Mi avrebbe addirittura fatto arrivare l’auto a casa, dopo aver montato l’impianto gpl”.

Per bloccare la macchina, la vittima avrebbe dovuto dare un acconto di 500 euro. “Ma qualche giorno dopo – continua -, l’acquirente mi ha inviato un sms in cui mi chiedeva 1500 euro in più: 2mila, in totale. Mi ha detto che se glieli avessi dati, avrebbe abbassato il prezzo dell’auto a meno di 3mila. Così gli ho ricaricato la Postepay per 1500 euro, dopo che gli avevo già dato 500 euro in contanti”.

Ma incassato il secondo acconto, l’acquirente sarebbe sparito. “L’ho contattato telefonicamente il giorno in cui la macchina mi sarebbe dovuta arrivare – spiega la vittima -, ma mi ha risposto la moglie. Stando al suo racconto, il marito era in ospedale ma mi ha comunque promesso che l’auto mi sarebbe stata consegnata in serata”.

Passano le ore, ma della macchina neanche l’ombra. “Ho richiamato il venditore – sottolinea l’acquirente -. Quell’auto dovevo averla, perché nel frattempo avevo venduto quella vecchia ed ero rimasto a piedi. Mi ha risposto, ma ha cominciato a riempirmi di insulti senza motivo: ‘Figlio di puttana, bastardo, ti ammazzo, ti apro come un capretto’, mi diceva. Per poi chiedermi l’intera somma, altrimenti non mi avrebbe consegnato la macchina. Ma questa volta non glieli ho dati”.

La vittima capisce di essere stato truffato, e si rivolge alle forze dell’ordine. “Il giorno dopo – aggiunge – l’auto era di nuovo in vendita, sempre online. Ma questa questa volta il numero da contattare era diverso da quello che avevo chiamato io. Fatto sta che la macchina non mi è mai arrivata, e ho perso 2mila euro”.

Dopo la denuncia, scattano le indagini delle forze dell’ordine che riescono a risalire al venditore dell’auto. Ora è a giudizio, insieme alla moglie, per truffa ed estorsione. Il processo continua ad aprile.


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5 ottobre, 2017

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