Viterbo -Riceviamo e pubblichiamo –L’artista Valerio Villani, residente e operativo a Viterbo, è arrivato tra i 24 finalisti del concorso nazionale Eneganart 2017, in attesa della premiazione che si terrà il 27 ottobre a Firenze presso l’ex refettorio di Santa Maria Novella.
L’opera di Villani sarà esposta in questa meravigliosa location dal 27 ottobre fino al 12 novembre 2017. Nella terza edizione di questo concorso tutto orbita intorno al tema della “Rinascita” che ha portato l’artista a riflettere ancora sul mondo nascosto delle emozioni.
Un anno intenso per il nostro artista viterbese dove lo abbiamo visto arrivare secondo classificato al LXI Premio Basilio Cascella per la giuria critica. Inoltre lo troviamo nella rivista inglese Average art nei numeri di agosto e settembre.
I suoi dipinti ci dimostrano l’ennesima evoluzione della figura umana nel mondo dell’arte. Qui la deformazione del corpo ci racconta un’altra storia, quella dell’interiorità, il mondo nascosto della psiche. La sua potenza espressiva, amplificata dalla dissolvenza del colore, ci riporta alla sofferenza degli uomini che, nonostante siano lacerati nel profondo, hanno voglia di andare avanti.
La rappresentazione dell’esistenza umana sotto forma di corpi leggeri, deformati, disgregati o trasfigurati porta l’artista a distruggere ciò che noi definiamo lo spazio intorno, il paesaggio che ci circonda, il conoscibile. Oggi percepiamo la necessità di cancellare tutto per ricrearlo nuovamente nella speranza di rinascere.
Non a caso la Enegan Spa, fornitore di luce e gas ha puntato sul nostro futuro facendo delle scelte ecosostenibili per la tutela del nostro pianeta e sta cercando di valorizzare gli artisti contemporanei per la tutela della nostra cultura.
Valerio Villani con uno straordinario impegno e sacrificio sta portando avanti questa voglia di rinascita trasmettendo il suo sapere, la sua tecnica e la sua esperienza ad altri attraverso la scuola di arti visive Ars Artis di Viterbo.
Osservando i suoi ritratti ci si trova di fronte all’umanità intera, li ho osservati per ore e ognuno di loro mi raccontava una storia. Questi occhi sgranati, che chiedono aiuto come se fosse un urlo disperato, ipnotizzano e pone lo spettatore di fronte a molti interrogativi.
Nell’opera seconda classificata al Premio Cascella, “Mirror”, l’essere umano fa i conti con se stesso attraverso lo specchio. Di fronte a quel riflesso diamo le risposte a tutte le nostre domande, nell’osservare i nostri lineamenti ci rendiamo conto del tempo che passa e se non si ha la forza di accettarlo, molto spesso iniziamo a deformarci, a non riconoscerci.
Oggi questo tema ci colpisce in particolar modo, è sotto gli occhi di tutti la costante ed effimera ricerca della “perfezione”, la bellezza ideale come direbbe Winckelmann. Per Villani c’è prima di tutto la ricerca, la ricerca di qualcosa che lo emozioni, di quel brivido distante anni luce dalla superficialità che sta contagiando il nostro tempo.
Valerio Villani
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