– Ceramica, gli aiuti non possono più attendere.
Ieri i lavoratori del distretto ceramico di Civita Castellana hanno manifestato a Roma sotto la sede del ministero dello Sviluppo economico. L’iniziativa, indetta dalla Filctem Cgil guidata a Viterbo da Valentino Vargas, aveva lo scopo di incontrare il ministro Passera per sollecitare il governo ad attuare misure in favore del comparto industriale per fronteggiare la grave congiuntura economica che va avanti ormai da qualche anno.
“Gli operai – racconta Miranda Perinelli, segretario generale della Cgil della Provincia di Viterbo – sono stati ricevuti da un funzionario incaricato dal ministero che ha ascoltato le loro richieste e ha aperto alcune possibilità di dialogo per venire incontro alle esigenze del settore”.
Nelle stesse condizioni degli operai scesi in piazza a Roma si trovano anche i rappresentanti della siderurgia e del metalmeccanico e gli imprenditori che, come i loro operai, si trovano a vivere un periodo di crisi difficile da superare.
“Quello che vogliamo ottenere – continua la Perinelli – è, almeno, che si riprenda il testo di quel Protocollo d’Intesa firmato nel 2007 con il ministero. Documento che indicava alcune linee guida volte alla riqualificazione del settore, ma che non ha mai avuto un seguito concreto”.
Il Protocollo prometteva un finanziamento notevole da investire nella produzione. “Si parla di 20 milioni di euro – aggiunge la Perinelli –. Noi chiediamo di ripartire da lì anche se è chiaro che è necessario agire anche sulla domanda e non solo sull’offerta perché anche se si trovasse il modo di finanziare le aziende e metterle nelle condizioni di produrre, poi è fondamentale che ci sia qualcuno che compri”.
Ma oltre all’intervento dello Stato le imprese vogliono coinvolgere anche la Regione Lazio. “Era già in programma – prosegue la Perinelli – un tavolo per il polo ceramico con la Pisana al quale parteciperanno anche le parti sociali e i sindaci dei Comuni interessati. L’incontro è previsto per domani, primo marzo, a Roma. Anche la Regione, infatti, come ente locale deve intervenire per mettere in campo tutte le risorse possibili che riescano ad aiutare la produzione civitonica che altrimenti rischia di collassare”.
Tra le criticità emerse durante la manifestazione c’è il problema della cassa integrazione che, già ampiamente utilizzata da molte imprese, rischia di non essere più disponibile per gli operai. “La cassa integrazione sta diventando davvero una nota dolente – conclude la Perinelli – perché ora, con l’innalzamento dell’età pensionabile, tantissimi dipendenti che usufruivano degli ammortizzatori sociali non potranno più terminare la loro carriera dopo, ad esempio, un periodo di mobilità o di cassa integrazione. Molti di loro quindi resteranno con un buco di alcuni anni da affrontare prima di raggiungere la soglia giusta. Se le aziende non saranno in grado di riassumerli rimarrebbero senza un lavoro”.
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