Riceviamo e pubblichiamo – La stampa locale di questi giorni dà ampio spazio al passaggio di Pugliesi all’Udc.
Queste le motivazioni dalle testuali parole dell’interessato: “restare in un Pd che giorno dopo giorno volge sempre più a sinistra per un moderato come me non era più possibile, prova tangibile è la scarsa considerazione continuamente avuta nei confronti dei moderati in molti degli ultimi avvenimenti interni al partito, come le elezioni per la nomina del segretario provinciale.
Mi sono quindi trovato di fronte a un bivio: o lasciavo la politica oppure continuavo a farla da un’altra parte; mi è stata offerta questa occasione dall’Udc e l’ho colta al volo. Colgo, quindi, l’occasione per ringraziare i vertici del partito per avermi dato questa opportunità”.
Alle dichiarazioni di Pugliesi Santucci aggiunge: “un grande acquisto, la sua grande conoscenza, la sua grande esperienza, un grosso contributo”
E Bigiotti: “politico di grande qualità”.
Un grosso risultato, insomma.
Rimanendo però a quelli che sono i fatti ritengo necessarie alcune considerazioni.
La prima. Questo benedetto nostro Pd viene giornalmente contestato, a tutti i livelli, da chi si ritiene più a sinistra perché troppo moderato e viceversa da chi si stima moderato perché tira troppo a sinistra.
Nel caso specifico non mi sembra che il Pd attuale stia criminalizzando né ghettizzando le figure storiche degli ex Popolari, o Margherita che dir si voglia, dalla Bindi a Franceschini a Letta che hanno fatto le loro scelte in piena coscienza, autonomia e libertà.
La seconda: la nomina del segretario provinciale. Comprendo la sua amarezza che è anche la mia in quanto anch’io nell’ultimo congresso tifavo per Panunzi il quale, pur riportando un ottimo risultato (46%), non è arrivato alla maggioranza e quindi alla segreteria (anche se non è logico né cristallino che due minoranze insieme possano fare il segretario provinciale).
La terza: la questione del bivio. Mi verrebbe da dire che un certo Cincinnato, tanti anni fa, la risolse in modo stoico e ammirevole preferendo tornare ai suoi campi piuttosto che continuare a far politica con una maglietta diversa “colta al volo”.
La quarta e ultima considerazione. Ormai ultrasessantenne so, se non altro per esperienza di vita, che il 90% delle coppie che si separano lo fanno perché uno dei due ha l’amante.
Non vorrei che a lei sia successa la stessa cosa. Non vorrei che nell’aria ci fosse la presidenza dell’Adisu o qualche altro incarico – sempre ben retribuito – non raggiungibile con il Pd ma possibile con un partito che è al governo in Regione, Provincia e quant’altro.
La storia politica italiana recente, da quella nazionale a quella locale, è piena di fuoriusciti – poi rientrati altrove – non proprio disinteressati.
Se non è così auguri per la sua nobile scelta.
Francesco Guancini
Assemblea Comunale Pd
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