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Sanità - Patrizia Badini, presidente dell’Ail di Viterbo, scrive a Giulio Marini

Ematologia al collasso, si intervenga subito

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L'ospedale di Belcolle

L'ospedale di Belcolle

Riceviamo e pubblichiamo la lettera a Giulio Marini, presidente della Conferenza dei sindaci per la sanità – Caro sindaco,

le scriviamo in qualità di presidente della conferenza dei sindaci per la sanità della Provincia di Viterbo, per rappresentarle alcune questioni riguardanti la situazione del reparto di Ematologia dell’ospedale Belcolle. Situazione che è francamente non più sopportabile.

Non solo per il disagio in cui è costretto a lavorare il personale del reparto, ma anche e, soprattutto, per quello a cui vengono sottoposti i pazienti e nostri assistiti, costretti, loro malgrado, a rivolgersi ad altre strutture per l’erogazione di servizi che potrebbero essere forniti direttamente nella nostra provincia.

Sono gli stessi pazienti a chiederci di intervenire, stanchi di dover subire la frustrazione del trasferimento in altre strutture, fuori provincia quando non fuori regione, dopo essere stati presi in cura dal personale dell’Ematologia della nostra Ausl: è il caso dei malati affetti da Leucemie acute e di quelli che necessitano di un trapianto di cellule staminali e che non possono essere assistiti presso l’ospedale di Belcolle per mancanza di adeguati locali di degenza.

Da mesi ci stiamo battendo perché la direzione della Ausl ripristini le funzionalità del reparto di degenza della Ematologia, snaturato nel corso di questi ultimi anni. Purtroppo, ad oggi, abbiamo ricevuto solo la promessa di una futura area nel corpo A3 dell’ospedale, edificio di cui non è possibile quantificare il tempo di realizzazione.

Con questa lettera quindi vogliamo dare voce ai pazienti e ai loro familiari. Sono loro che ci chiedono un incontro pubblico con lei e, su suo invito, con il direttore generale della Ausl Adolfo Pipino e con un rappresentante della Regione Lazio.

Una delegazione di questi pazienti le consegnerà, in quell’occasione, le 13.526 firme che l’Ail ha raccolto nei quattro giorni di vendita delle Stelle di Natale. Firme a sottoscrizione di una lettera con cui la nostra associazione ha voluto informare la popolazione di tutta la provincia della situazione in cui versa attualmente il reparto ed anche di alcune interventi della direzione della Ausl che hanno reso (e continuano a rendere) la vita degli ammalati e delle loro famiglie molto più difficile.

Non è forse vero che:

non agevola la vita di ammalati e famiglie non avere un adeguato reparto di degenza dove ricevere le terapie di eccellenza riconosciuta, quali quelle sempre erogate dal personale medico e infermieristico, attualmente nella impossibilità di esercitare pienamente le proprie specifiche funzioni consentite da una elevatissima formazione professionale e da una consolidata esperienza;

non migliora la qualità dell’assistenza impiegare gli  ematologi in turni di guardia interdivisionali che li tengono lontani dai loro pazienti;

non semplifica la loro vita la soppressione degli ambulatori periferici di Tarquinia, Acquapendente, Belcolle e Montefiascone, obbligata dalla distrazione di ore di assistenza devolute alle guardie interdivisionali: con i conseguenti disagi, specie per i più anziani e sofferenti, per raggiungere l’unica sede ambulatoriale rimasta presso l’ospedale di Ronciglione e l’incremento dei tempi di attesa, mai prima conosciuti.

non giova agli ammalati e alle loro famiglie la grave diminuzione del personale infermieristico che ne ha determinato l’accorpamento con il reparto di Oncologia;

non aiuta i pazienti e non tranquillizza le famiglie tentare di sottrarre al reparto di Ematologia il laboratorio di Citofluorimetria, che è fondamentale per la diagnosi precoce delle leucemie e che è costitutiva parte di ogni Ematologia che si rispetti.

I gravi problemi dei malati ematologici non possono più aspettare, né essere trattati con la noncuranza fin qui dimostrata dai vertici della Ausl. L’Ail ritiene che la misura sia ormai colma e che l’intervento degli organi di controllo della sanità viterbese non più rinviabile.

Non abbiamo impegnato, nel corso di 18 anni di attività, ingentissime risorse finanziarie ed umane a vantaggio delle nostre strutture ospedaliere per veder naufragare le aspettative delle nostra popolazione di disporre di un reparto di eccellenza: vedendo, come se non bastasse, dissipare i nostri fondi pubblici in tariffe corrisposte ad altre aziende ospedaliere per prestazioni che, fino al 2007, sono state erogate dalla nostra Ematologia.

In conclusione, abbiamo bisogno di certezze.

Una adeguata collocazione del reparto di degenza di Ematologia a Belcolle, ripristinando la dotazione di posti letto in modo da consentire la ripresa della attività di cura delle Leucemie acute e dei Trapianti autologhi: ora, non nel futuro ipotetico.

Ematologi impegnati per la totalità del loro orario in Ematologia, non distolti dalle guardie interdivisionali: si potranno così riaprire gli ambulatori periferici e diminuire le liste di attesa.

Una copia della presente è stata inviata anche a tutti i Sindaci della provincia di Viterbo, perché conoscano la volontà dei loro stessi cittadini di non vedersi negato un fondamentale diritto: quello alla salute.

Certi di un suo positivo e fattivo impegno, anche per la sensibilità da Lei dimostrata negli anni verso la nostra Associazione, cogliamo l’occasione per inviarLe i nostri più sinceri e cordiali saluti.

Patrizia Badini
Presidente dell’Ail di Viterbo


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1 marzo, 2012

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