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San Martino al Cimino - In concomitanza con le visite guidate si svolgerà il convegno “La castagna dei monti Cimini: panorami e prospettive”

Secondo weekend di eventi a palazzo Doria Pamphilj

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San Martino al Cimino - Palazzo Doria Pamphilj

San Martino al Cimino – Palazzo Doria Pamphilj

San Martino al Cimino – Dopo il sold out registrato nel weekend di riapertura, palazzo Doria Pamphilj a San Martino al Cimino si appresta ad ospitare, sabato 21 ottobre, il primo degli eventi previsti dal ricco programma allestito per far tornare a nuova vita uno dei gioielli del patrimonio artistico e culturale della Tuscia.

In concomitanza con le visite guidate già programmate, si svolgerà infatti, nella sala Aldobrandini, il convegno dal titolo: “La castagna dei monti Cimini: panorami e prospettive”.

Il magnifico complesso del patrimonio storico-artistico della Tuscia, è tornato a nuova vita grazie all’impegno della regione Lazio che continua a investire su bellezza e cultura riaprendo al pubblico siti abbandonati da anni all’incuria.

Gli eventi sono svolti in collaborazione con Laziocrea e le associazioni del territorio  coordinate da  pro loco e Confraternita del Santissimo Sacramento e San Rosario  di San Martino al Cimino.

Al convegno, a ingresso gratuito e fino a esaurimento posti, si parlerà del futuro del prodotto principe dei monti Cimini cui parteciperanno Francesco Serra, consigliere comunale di Viterbo, i consiglieri regionali  Riccardo Valentini ed Enrico Panunzi, Andrea Vannini, docente dell’università della Tuscia e gli imprenditori Luigi Giovannelli ed Enzo Poleggi.

Inoltre sia sabato 21 che domenica 22, con ingressi scaglionati alle 15, 16 e 17,   proseguono le visite guidate, con la partecipazione di circa 40 persone a turno.

Durante il percorso  si potranno ammirare i vari livelli del palazzo,  incluso l’antico Hospitale dei pellegrini che  transitavano per la  via Francigena,  conosciuto colloquialmente come sala del Cantinone e  il quale  costituisce il corpo di fabbrica e la parte più antica del Palazzo, trovandosi  attualmente sotto il piano stradale.

Nel piano rialzato, si visiterà  la Sala Aldobrandini e, infine  il piano nobile, caratterizzato da una serie di sale con eleganti soffitti a cassettone e fregi decorati, che confluiscono nella sala Donna Olimpia impreziosita da un grande camino. 

Nelle immediate adiacenze del Palazzo Doria Pamphilj,   il cui   progetto si deve agli architetti della scuola romana facenti capo  a Francesco Borromini,  con contributi di padre  Virgilio Spada e dell’architetto militare  Marcantonio De Rossi, si possono ammirare i locali superstiti dell’antico complesso monastico, tra i quali  la Sala dei Monaci,  o antico scriptorium con volte a crociera,  e la sala Capitolare: ambiente cistercense risalente al XII secolo,  impreziosito da  affreschi del XV e XVI commissionati alla scuola di Raffaello ed ai pittori manieristi Zuccari, Romano, Gherardi, Zaga e Tibaldi. Notevoli  anche le lunette,  realizzate da Gaspard Doughet ed il pavimento borrominiano risalente al 1651.

Il palazzo Doria Pamphilj, come altri importanti beni artistici del Lazio, partecipa campagna Art bonus, un programma di raccolta fondi della regione Lazio che ha consentito di attrarre risorse private per il restauro e la riapertura del prestigioso immobile.

La regione ha infatti attivato un programma che consente ad imprenditori e sostenitori di effettuare erogazioni liberali (detraibili al 65 percento), sponsorizzazioni tecniche e monetarie ed altri strumenti di partenariato pubblico-privato.


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19 ottobre, 2017

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