Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – In relazione all’articolo pubblicato mercoledì, sul quotidiano online Tusciaweb, dal titolo “Obbligata a fare solo tre ore di dialisi perché non pagano gli infermieri”, il direttore della unità operativa Nefrologia e dialisi, Sandro Feriozzi, precisa quanto segue:
Martedì mattina si è verificato un disservizio in dialisi in quanto l’impianto di depurazione dell’acqua (osmosi) ha avuto un problema tecnico. Alle ore 7, all’inizio del turno, gli infermieri presenti hanno allertato la ditta che ha in gestione l’impianto e il problema tecnico è stato risolto.
Successivamente, si è proceduto alla necessaria “sanitizzazione” dell’impianto e il turno di dialisi è iniziato alle ore 10,30 invece che, come solito, alle 8.
Tenendo conto che il ritardo si sarebbe ripercosso sul turno pomeridiano di dialisi, si è proceduto a prescrivere 3 ore e 30 minuti di trattamento invece delle normali 4.
Durante tale lasso di tempo si sono eseguite analisi (emogas-analisi) che indicavano la corretta depurazione dei pazienti. Qualora si fosse verificato un problema, la dialisi sarebbe proseguita sino alle canoniche 4 ore.
Gli infermieri hanno pienamente collaborato all’esecuzione del turno ed erano pronti ad eventuali variazioni se necessario. D’altra parte, la gestione di questa temporanea criticità si è verificata nelle ore centrali della giornata e, quindi, non in orario extra lavorativo.
Si conclude, quindi, che tutto è stato eseguito nel rispetto delle norme e della tutela della salute dei pazienti. In ultimo, si precisa che un controllo continuo e costante viene fatto dagli uffici aziendali preposti ai sistemi di depurazione delle acque dei centri di emodialisi aziendali e che il nostro centro per la nefrologia e la dialisi, di riferimento regionale, ogni anno esegue circa 22mila dialisi, facendo fronte anche a tutte le urgenze, circa 200 ogni anno, che provengono dal pronto soccorso.
Asl Viterbo
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