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Viterbo - Fausto Sensi (Terme dei papi) all'attacco: "E' il comune ad aver chiesto alla Regione quanta acqua gli serviva per la zona centrale del bacino"

“Eliminassero gli sprechi e chiudessero i pozzi abusivi”

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Fausto Sensi

Fausto Sensi

Viterbo – “Eliminassero gli sprechi e chiudessero i pozzi abusivi”. Fausto Sensi, patron delle Terme dei papi, suggerisce le misure da adottare per risolvere il problema dell’acqua. Misure che, come sostiene, sono contenute nello studio Piscopo, e che, per lui, il Comune stenta a mettere in atto.

Sensi dice la sua sua sulla subconcessione in mano al comune: “L’assessore – spiega l’imprenditore – dice che non possono fare altro che applicare il limite fissato dalla Regione. Non è così, visto che è stato il comune a dire alla Regione quanta acqua gli serviva per la zona centrale del bacino, quella in cui c’è la maggiore concentrazione di stabilimenti. Ha chiesto un’estensione territoriale per la concessione, ma una quantità insufficiente rispetto alla zona interessata. Un errore suo, quindi.

Il bacino poi è unico e a vasi comunicati, che sono collegati, per cui in qualsiasi delle tre parti in cui si preleva l’acqua (nord- centrale e sud), una può prosciugare l’altra. Lo studio Piscopo, nell’assegnare i prelievi, infatti, ha fatto delle simulazioni in cui ha messo in evidenza queste influenze. Ma non ha detto che alle Terme dei papi bastano 22 litri per funzionare. Comunque sia, nonostante l’acqua sia inferiore il limite, l’acqua c’è”.

Per Sensi, infatti, lo studio Piscopo avrebbe dato delle indicazioni precise: “La prima riguarda la chiusura di tutti i pozzi, che hanno caratteristiche termali, e non vengono usati dagli stabilimenti. Una misura prioritaria, insieme a quella di eliminare gli sprechi. Su questo, Delli Iaconi, non dice nulla, ma sono 30 anni che l’acqua delle Zitelle va sprecata e sono 130 i pozzi abusivi che prelevano acqua, condizionando il bacino centrale.  Sono provvedimenti da adottare se vogliamo dare finalmente il semaforo verde al termalismo della città.

Tra l’altro, ci dice di restituire lo stabilimento nel caso in cui non partecipassimo al bando. Se le terme non avessero l’acqua necessaria, il Comune sarebbe fortemente inadempiente nei confronti del gestore e affosserebbe una struttura di sua proprietà. Non mi pare un ragionamento logico”.

Infine, proprio sul bando per il rinnovo della concessione dell’acqua, Sensi non fa un passo indietro: “Come si fa a seguire una strada che ti condanna nel tempo prima alla riduzione dei servizi e poi alla chiusura definitiva. Ci sono inoltre altre realtà sul territorio che stanno emergendo e che, se noi indietreggiamo, hanno campo libero. Si annullerrebbero venti anni di sacrifici. Se continuiamo a funzionare male, con l’acqua che non garantisce tutti i servizi, è normale che poi si vada altrove. Non vedo interesse da parte del comune a valorizzare lo stabilimento. Spero ci ripensino – conclude Sensi – e spero rivedano l’iter che stanno portando avanti”.


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28 ottobre, 2017

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