Viterbo – Il dialogo come soluzione ai problemi. Come alternativa allo scontro.
Se ne è discusso ieri pomeriggio nell’ex tribunale di piazza Fontana Grande con il prefetto Nicolò D’Angelo, il vescovo Lino Fumagalli, Brian Farrell segretario del Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani, Raffaele Luise presidente Ucsi Lazio), Roberta Monni dirigente della Prefettura e Luciano Osbat direttore scientifico del Cedido.
L’incontro, organizzato dall’associazione Egidio 17 in collaborazione con Touring Club, Cedido, Terra Cotta srl, è l’ultimo di un ciclo dedicato all’Anno Luterano, cui si è ricordato con convegni e manifestazioni il quinto centenario dello Scisma della Chiesa (1517-2017). Tema centrale di ieri pomeriggio “Le vie del dialogo”, “per riaffermare – hanno spiegato gli organizzatori – le ragioni di una riconciliazione tra le diverse confessioni religiose.
“Stiamo andando velocemente verso una società multietnica sempre più tecnologica e il dialogo diventa una necessità – ha detto il prefetto d’Angelo – per evitare le radicalizzazioni e gli estremismi. In prefettura all’interno del tavolo sull’immigrazione abbiamo aperto un laboratorio, dove convivono diverse associazioni, con lo scopo di sviluppare il dialogo. Che resta l’unica via percorribile per evitare gli scontri. Il mio augurio è che questo laboratorio, fatto anche da studenti, possa portare ne 2018 a risultati”.
Quali i problemi sul tappeto? Quali le indicazioni per lo sviluppo del dialogo? A queste domande hanno risposto il vescovo Fumagalli e il segretario Pontificio.
“Viterbo nel 1500 – ha spiegato il vescovo Fumagalli – è stata grazie a Egidio luogo di dialogo. Vi erano persone che esercitavano la fatica di pensare. Che cercavano di comprendersi per gettare ponti. Spero che quello successo a Viterbo in quegli anni possa essere ancora di insegnamento”.
Al termine vernissage del “Giudizio finale ” di Marco Zappa, che ha completato la lunetta superiore della tela dipinta a olio di 120 metri quadrati, posta nella nella parete di fondo di quella che fu la chiesa dei santi Giuseppe e Teresa, in piazza Fontana Grande. E’ l’opera, imponente, dell’artista viterbese Marco Zappa, già autore della Pietà nella chiesa di santa Maria della Verità, nonché docente alla Nuova accademia di belle arti di Milano.
Il lavoro, presentato ufficialmente ieri al pubblico, non ancora terminato. Zappa si dedicherà ora alla parte bassa della parete di fondo, dove realizzerà l’Inferno.
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