– Presidente del Pd, tutto da rifare. L’elezione di Fabbrini è nulla.
Non è valida l’elezione del presidente dell’assemblea provinciale del Partito democratico. Aldo Fabbrini era stato nominato lunedì 5 marzo.
“Sono stati rivisti i risultati – afferma Carlo Mezzetti della mozione Bachelet -. Fabbrini non è arrivato al cinquanta per cento più uno dei voti degli aventi diritto. E quindi le tre persone che stavano al seggio, Giuseppe Fraticello, Rodolfo Petrosillo e Chiristian Scorsi, hanno deciso che non è stato eletto. Sarà quindi convocato un secondo turno dell’assemblea del partito”.
Tutto poteva essere regolare se la commissione per il congresso avesse chiarito quali erano le regole per l’elezione prima di andare al voto. Ma, visto che questo non è stato fatto, ci si è dovuti attenere allo statuto nazionale del partito per cui l’elezione del presidente è regolare solo se ottiene la metà più uno dei voti degli aventi diritto.
“Su 219 aventi diritto – dice Mezzetti – Fabbrini ha preso 99 voti, quindi non ha raggiunto la maggioranza. Noi lo abbiamo fatto notare. Sono stati verificati i numeri e non hanno potuto far altro che darci ragione”.
Per lunedì prossimo è stata riconvocata l’assemblea provinciale del Pd, dalle 15 alle 20, e si dovrà rivotare per il presidente. Come dire si ricomimcia da capo.
Si vedrà se la maggioranza riuscirà a far votare il 50 per cento più uno degli aventi diritto per Fabbrini.
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