Viterbo – Un pomeriggio con Pier Maria Cecchini all’insegna del buon umore, che ha condito una profonda testimonianza di vita.
Un attore viterbese che si è trovato a recitare con artisti che erano i miti della sua infanzia e che ora si racconta con grande credibilità e ironia.
I ragazzi dell’associazione Murialdo hanno organizzato, l’altro ieri, un momento di confronto con l’attore e attraverso numerose domande hanno scoperto un mondo considerato spesso lontano e patinato. Cecchini ha esposto i doni per lui fondamentali.
La vita non è mai scontata. Ci è stata donata e ogni giorno il dono si ripete.
L’amore quello grande, vero, gratuito. L’amore che ci lega alle persone e ci rende felici, perché non sono le cose ma le persone che incontriamo che ci rendono felici.
Il talento che ognuno di noi ha in sé e che deve scoprire. “Seguire il nostro talento ci rende felici – afferma Cecchini -, ma dobbiamo cercarlo, crederci, lottare per raggiungerlo. Ognuno ha qualcosa di valore in sé, ma dobbiamo scoprirlo!”
Quando tutto sembra perduto allora sì che si può ripartire. Fa parte della vita. Se caschi non cadi nel vuoto, c’è la terra e ti puoi rialzare. Mai perdere la speranza”.
Con queste parole l’attore ha risposto ai ragazzi che gli hanno chiesto dove trovare la forza per superare la difficoltà. E le difficoltà a inizio carriera ce ne sono state. Gli spettacoli che non sono decollati, i progetti che non hanno trovato realizzazione.
“Il lavoro onesto – prosegue – e una seria preparazione pagano sempre. Poi è arrivata la televisione, il cinema e il teatro, il successo e l’immenso stupore di trovarmi ad interpretare parti sognate da piccolo, perché, se un segreto c’è, è non perdere mai la capacità di stupirsi, di sognare, di reinventarsi e di rimanere un po’ bambini, un po’ Peter Pan”.
Un ragazzo timido, cresciuto in oratorio, figlio di un ferroviere e di una casalinga, ora può dire che sta vivendo un suo sogno grazie all’impegno e alla determinazione.
Ma non rinuncia a sognare e rivela un suo grande sogno: unire la sua passione per “raccontare storie” all’amore per la cucina. Perché ama cucinare e gli riesce anche bene.
“Mi piacerebbe – afferma Cecchini – aprire un ristorante con uno spazio dedicato al recitazione”. E chissà che con la stessa determinazione con cui ha affrontato fino ad ora la vita non lo porti ad aprire realmente quel ristorante, perché “l’unico rischio dei sogni è che si avverino”.
Mirko Fortini
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