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L'isola che non c'è - Domani alle 10,30 al centro culturale di Valle Faul

La mente delle “Più belle frasi di Osho” a Viterbo

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Federico Palmaroli

Federico Palmaroli

Viterbo – Un fenomeno social che non smette di strappare like.

“Le più belle frasi di Osho” supera i 650mila fan e, da Facebook, approda a Viterbo. Domani, alle 10,30, al centro culturale di Valle Faul, arriva Federico Palmaroli.

Il fondatore della pagina satirica che ha per protagonista il celebre mistico indiano sarà ospite all’Isola che non c’è, la terza edizione della convention di associazioni culturali organizzata da Fondazione per la Tuscia.

Per chi non la conoscesse ancora, “Le più belle frasi di Osho” nasce nel 2015 come pagina Facebook. Successo immediato per la sua formula vincente: l’accostamento di foto del santone indiano a proverbi, espressioni di uso comune o modi di dire, prevalentemente in dialetto romano. Associazioni di idee che sui social funzionano, basti pensare all’altro fenomeno acchiappalike “Baby George ti disprezza”.

Ma Osho ha una marcia in più. Perché twitta e, anche qui, sbanca: 94mila follower e risposte tutte da ridere ai cinguettii dei politici.

L’appuntamento di domani sarà l’occasione per conoscere meglio l’autore di questo prodigio social. Palmaroli, appunto. Che continua a fare l’impiegato ma, intanto, è al suo secondo libro.

“E so problemi” è fresco di stampa: un concentrato di vignette con alcune tra le più divertenti perle di Osho, ma anche spassose immagini dell’attualità politica (e non) con abbinati aforismi in romanesco (e non). Immaginate Matteo Renzi che accoglie Angela Merkel e François Hollande sul mare blu di Ventotene e, con aria concentrata, chiede: “Ma voi er costume ce l’avete sotto?”.

O un Barack Obama con aria corrucciata, al primo incontro con il successore Donald Trump, che informa il nuovo inquilino della movida zero oltre le quattro mura della Casa Bianca: “Oh, too dico subito… qui intorno la sera ‘n c’è ‘n cazzo”.

O ancora, Anita Ekberg e il suo indimenticabile bagno nella fontana di Trevi. Non prima di chiedere una cortesia a Marcello Mastroianni: “Che mme tiri ‘e pinne, Marce’?”. Duecentoquindici pagine di ironia mordace che non risparmia neppure Papa Francesco o la regina Elisabetta.


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11 novembre, 2017

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