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Schianto sulla Cimina - La sorella di Sebastian Ragazzini annuncia l'addio al 17enne morto dopo che l'auto sulla quale si trovava insieme a due amici è finita contro un albero

“Una gran festa per Sebby…”

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Sebastian Ragazzini

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Ronciglione – Non un funerale. Perché a Sebastian Ragazzini quella “parola non è mai piaciuta”. Come “non è mai piaciuta la parola condoglianze”. Per Sebby, come la sorella Isabella continua a chiamarlo, “faremo una gran festa. Giovedì, alle 14,30. Nella chiesa di santa Maria Novella, a Bracciano”. Perché Sebastian “stava più a Bracciano che a casa”. Viveva a Canale Monterano Sebastian, un comune di 4mila anime a tre chilometri da Manziana. Studiava a Viterbo, all’Orioli. Ma per anni aveva frequentato ragioneria a Bracciano, dove aveva conosciuto i primi amici e dove continuava a uscire.

“Ci vediamo lì – continua Isabella -, a lui fa molto piacere. L’unica cosa però: dobbiamo fare un gran casino, dato che lui sta ancora ballando”. Tra le passioni di Sebastian c’era proprio la musica. La musica di dj come Paul Kalkbrenner e Nina Kraviz. Il rap di Noyz Narcos.

E’ morto, a soli 17 anni, dopo aver trascorso una nottata in discoteca. Erano le 5 di domenica. Stava tornando a casa con due amici di 20 e 21 anni, entrambi di Bracciano. Dormiva sul sedile posteriore quando l’auto sulla quale viaggiava si è schiantata contro un albero sulla Cimina, a Ronciglione. Un impatto violentissimo, che ha fatto finire i tre all’ospedale di Belcolle. Sebastian nel reparto di rianimazione, in condizioni disperate e dove alle 11 di lunedì ha mollato la presa. Dopo aver lottato, con tutte le sue forze, per più di 24 ore, non ce l’ha fatta a sopravvivere a quel dannato schianto, sul quale sta indagando la procura di Viterbo. Il pubblico ministero Massimiliano Siddi ha aperto un fascicolo per omicidio stradale, in cui ha iscritto D.D.N., il 21enne alla guida dell’auto. Non è in pericolo di vita, come l’amico 20enne.

Tifoso della Roma, Sebastian amava il calcio. Era nato in Inghilterra, da mamma inglese e papà romano. Mamma e papà che, dopo essere precipitati nel baratro della disperazione, la disperazione di aver perso un figlio di appena 17 anni, hanno trovato la forza di prendere la decisione più nobile che un essere umano possa prendere: donare gli organi di Sebastian, che ora potrà iniziare una nuova vita.


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15 novembre, 2017

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