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Viterbo - La macchina è del figlio del consigliere comunale Claudio Ubertini - Indagini di vigili del fuoco e carabinieri

Auto in fiamme nella notte, si sospetta il dolo

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Claudio Ubertini

Claudio Ubertini

Viterbo - L'auto del consigliere comunale Claudio Ubertini distrutta dalle fiamme

Viterbo – L’auto del consigliere comunale Claudio Ubertini distrutta dalle fiamme a gennaio

I carabinieri e i vigili del fuoco

I carabinieri e i vigili del fuoco

Viterbo – Vigili del fuoco e carabinieri, che stanno indagando sull’auto andata a fuoco nella notte tra il 15 e il 16 novembre nel quartiere Santa Lucia, ipotizzano il dolo. Giovedì, poco prima dell’una, sono intervenuti insieme alla polizia per l’incendio di una macchina in via Dora Riparia, a Viterbo.

Le fiamme sarebbero partite dal cofano dell’auto, che è poi andata a fuoco. I vigili del fuoco hanno subito domato l’incendio. Ora stanno indagando insieme ai carabinieri, e ipotizzerebbero il dolo.

La macchina andata in fiamme è del figlio del consigliere comunale Claudio Ubertini, a cui nella notte tra il 13 e il 14 gennaio era già stata incendiata l’auto. La sua Smart è andata completamente distrutta, e le fiamme hanno danneggiato anche il lato passeggero di una Renault posteggiata accanto. 

Quel 14 gennaio era da poco passata la mezzanotte quando Ubertini è stato avvisato dalla polizia. Sono stati gli agenti a informarlo, mentre i vigili del fuoco sono intervenuti per spegnere le fiamme e portare via il mezzo, che era parcheggiato difronte casa, nel quartiere Ellera. In strada sono scesi molti residenti. Impauriti, perché le fiamme avevano raggiunto l’altezza del secondo piano del palazzo e si era sentita anche un’esplosione.

Ubertini, per la sua Smart incendiata, ha sporto denuncia e quella sera è intervenuta anche la Digos.

Due mesi dopo, a fine marzo, nell’ufficio del consigliere comunale è poi arrivata una busta con un proiettile e un foglietto con un due parole non comprensibili. La busta è arrivata in ufficio quando Ubertini non era presente. Dell’episodio ha saputo solo poi, perché in quei giorni non era a Viterbo.

Indirizzata direttamente a lui, come mittente aveva un nome di fantasia. E sarebbe arrivata da Roma.


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20 novembre, 2017

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