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Viterbo - Centrodestra e comunali 2018 - Santucci (Fondazione) ai (futuri) alleati - Per il candidato sindaco o nome condiviso o primarie - Duro attacco a Michelini

“Pensiamo meno ai veti e più ai voti…”

di Giuseppe Ferlicca
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Gianmaria Santucci

Gianmaria Santucci

Gianmaria Santucci

Gianmaria Santucci

Viterbo – “Pensiamo meno ai veti e più ai voti”. Centrodestra e dintorni in cerca di un’intesa per le prossime comunali a Viterbo, Gianmaria Santucci (Fondazione) lancia la sua proposta. È certo che la coalizione si formerà su un’idea di sviluppo per la città e sul candidato sindaco o si trova un nome forte, oppure, primarie. Tanto, dopo Michelini si può solo che migliorare. Santucci ne è convinto.

Santucci, ce la farete a trovare un nome condiviso da candidare a sindaco?
“Secondo me noi stiamo partendo dal fondo, rispetto a quello che dovremmo fare. Il sindaco oggi c’è e un’amministrazione pure. È un’amministrazione che sta facendo male, ma che c’è. Tutti diamo per scontato che non ci sia, ma c’è. Ci dovremo fare i conti per almeno altri 180 giorni”.

Quindi trovare un candidato sindaco non è prioritario?
“L’altra domenica a valle Faul abbiamo invitato duecento associazioni, oltre 400 persone. Nessuno mi ha chiesto chi fosse il sindaco di Viterbo. Invece erano contenti d’avere un luogo di confronto. Nessuno mi ha domandato del prossimo sindaco di Viterbo. Volevano essere ascoltati. La discussione surreale che qualcuno sta facendo su chi sarà il sindaco è un gossip estivo, ma non è la priorità del momento. La priorità è sentire la gente e quello che vuole. Tutto il resto verrà dopo. Altrimenti ribaltiamo la logica. Sembra che stiamo facendo tutto questo per cercare un sindaco. Le elezioni si fanno per migliorare la qualità della vita a Viterbo. Non per decidere chi fa il sindaco£.

Non vogliamo partire dal sindaco, partiamo dal programma. Il programma lo fa la coalizione. Al momento la coalizione di centrodestra arranca. O no?
“Non è che arranca, non c’è proprio. Non è stata ancora composta. Noi oggi abbiamo un sindaco uscente che ha amministrato talmente male, da non sapere nemmeno se si ricandida. Noi partiamo con un dato. Nel 2008, Marini candidato sindaco prese oltre il 49%. Cinque anni dopo, la stessa coalizione di centrodestra, con lo stesso candidato sindaco ha preso il 26%. A fronte di un gruppo civico composto da Rossi, Santucci e Frontini che ha ottenuto il 23%. Noi rischiamo, sulla coalizione, di commettere lo stesso errore che ha fatto Michelini. Dove ha fallito Michelini? Invece di cercare di convincere la città sulle proprie idee e che sarebbe stata una buona amministrazione, si è accontentato del 33% di quelli che lo hanno votato. Senza pensare che con quel 33% vinceva ma non avrebbe governato. Per vincere serve una coalizione ampia. Anche se è più difficile. Non dobbiamo fare una cosa che duri una settimana, ma cinque anni”.

E come si fa?
“Qui non c’è il padrone Fioroni che decide per tutti. Dobbiamo capire cosa vuole la gente, su questo costruire una coalizione e quindi un programma. Poi, naturalmente arriveremo alla scelta del sindaco. Oggi non sappiamo nemmeno se Michelini si ricandida e noi ci stiamo a preoccupare di chi scegliere?”.

Forse perché gli aspiranti alla carica di primo cittadino, nel centrodestra sono molti?
“È evidente che grazie a Dio c’è un sistema, una coalizione che stiamo formando e che non è solo il centrodestra, in cui ci sono tante persone che possono ambire al ruolo di sindaco. Sarebbe assurdo se non li avessimo. Invece ne abbiamo e discuteremo pure su questo. La scelta del primo cittadino non può diventare la guerra mondiale. Sarà una persona che ci aiuterà a fare la sintesi fra tutti. Però, lo ripeto, il punto è un altro”.

Qual è il punto?
“Questo sindaco cosa deve fare? Dobbiamo ripetere l’esperienza di Fioroni, che ha preso uno per strada, che stava in un vivaio, lo ha messo lì, gli ha fatto fare il sindaco, e poi? Che è successo? Che il dialogo con la città non c’è stato. Senza un’idea su cosa fare e senza una coalizione che avesse l’intenzione di sostenerlo. Perché non l’ha mai sostenuto. Cinque anni disastrosi. Con la giunta Marini il clima non è stato molto più sereno. Gente che entrava, gente che usciva. Il bilancio bocciato. È complesso governare la città. Per mettere in piedi un progetto occorre tempo e impiegare tempo vuol dire che stiamo progettando qualcosa di serio. Non vedo la fretta. Si vota fra 180 giorni. Se noi domattina indicassimo un candidato sindaco, poi che dovrebbe fare? Aspettare sei mesi per andare al voto? Lavoriamo su programma e coalizione, chiarendoci su che modello di città vogliamo. Dobbiamo tornare in mezzo alla gente, ascoltare le loro esigenze. Come stiamo facendo noi di Fondazione e come fanno altri. Non siamo certo i soli. Stiamo lavorando e lo facciamo alla luce del sole”.

E alla luce del sole si vedono anche le difficoltà. Sono superabili?
“Come Fondazione non abbiamo mai messo veti su nessuno. Se posso dare un consiglio a tutti, per quella piccola forza che siamo, io penserei meno ai veti e più ai voti. Dobbiamo acquisire il maggior numero di consensi. Fra noi esistono differenze che non sono nemmeno così ampie e comunque stiamo lavorando per superarle e ricondurle sotto lo stesso progetto. A patto che ci parliamo. Non nascondo che in questi mesi Fratelli d’Italia ha fatto un lavoro eccezionale per riportare tutti allo stesso tavolo. È stato molto d’aiuto”.

Però adesso dentro Fratelli d’Italia qualcuno sta perdendo la pazienza…
“Capisco che egoisticamente abbiamo affidato a FdI il grosso del lavoro e capisco che possano esserci stanchezza o momenti di scoramento. Fanno parte della vita. Dobbiamo reagire aiutandoli e trovando fra noi una sintesi. Comprendo le difficoltà, ma andiamo avanti. Per la città occorrono grandi scelte, assumersi la responsabilità di cambiare”.

Viterbo non corre il rischio Sicilia, in mancanza di un’intesa, salta fuori un candidato forte e chi ci sta ci sta?
“Il metodo per individuare il sindaco a me pare chiaro. Se c’è la possibilità di un candidato forte che metta tutti d’accordo, bene. Altrimenti faremo le primarie. Senza drammi. Il Pd le primarie nel 2013 le fece il 7 aprile. Siamo a novembre. Da qui ad aprile, ce n’è di tempo. Io sono fiducioso, secondo me troveremo un nome condiviso. Se non dovesse succedere, faremo le primarie”.

Come vede oggi Viterbo, dopo quasi cinque anni di centrosinistra al governo?
“Vedo tanta solitudine. Mi capita di parlare con operatori nel sociale, mi dicono che sono soli. Anche chi fa cose e ha successo, lo fa nel nulla. Il comune non c’è. Sono andato all’assemblea Federlazio, non c’era nessuno dell’amministrazione. Una delle principali associazioni del territorio. Non si è presentato nessuno. Gentiloni viene a Viterbo e lo rinchiudono al Poggino. Nemmeno lo portano in consiglio comunale o in città, perché si vergognano”.

Per molto in città ha tenuto banco il tema dei migranti. L’amministrazione Michelini poteva fare di più?
“Il problema è esploso perché è mancata una risposta. Il fenomeno dei migranti non si ferma, ma da lì a non fare niente per l’integrazione, ce ne passa. Come a Pratogiardino. Sono mesi che diciamo che è in mano agli spacciatori. Non ci va più nessuno. Non si può pensare che si risolva tutto con le operazioni di polizia. Abbiamo detto, facciamo il Daspo. Hanno fatto il Das..poi. Mezzo Daspo e l’altro mezzo poi, ma è solo un esempio. Che il comune non abbia fatto nulla per risollevare il territorio dalla crisi economica, si può dire o no? Che a livello di opere pubbliche a malapena sono riusciti a finire il Plus di Marini, si può dire o no? Che la raccolta differenziata ha tracollato, nonostante il comune abbia ceduto a tutte le richieste della società, lo possiamo dire o no?”.

L’amministrazione Michelini, però ha ottenuto 17 milioni con il bando delle periferie, si può dire o no?
“Sono stati bravi a ottenere 17 milioni di euro. Ma mi faccio una domanda, le priorità che hanno messo nei progetti da realizzare, sono quelle della città? A Santa Barbara serve una piscina olimpionica? Bisogna essere scienziati per capire che a Viterbo un’altra piscina farà chiudere l’impianto comunale? Sempre in zona, prevedono un altro centro sportivo, in un quartiere che è prigioniero di una viabilità pazzesca. Le frazioni stanno peggio di prima. Non bastano due lampioni sulla via principale di San Martino per dire che va tutto bene. Ecco perché noi dobbiamo parlare, trovare le soluzioni. Dobbiamo fare contenta la gente e non come loro, che devono fare contento Fioroni. Noi parliamo per trovare le soluzioni. Abbiamo tutto il tempo per farlo”.

Giuseppe Ferlicca


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23 novembre, 2017

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