Viterbo – (g.f.) – Regolamento di polizia locale, l’approvazione spetta alla giunta. Il parere dell’Anci è chiaro. Anzi no, l’ok è competenza del consiglio comunale. Il pare (numero due) dell’Anci non lascia spazio all’interpretazione.
Sullo spinoso argomento, l’amministrazione Michelini va in tilt. Due sedute di consiglio fa l’argomento è stato ritirato. In attesa di un parere da parte dell’Anci.
Cinque consiglieri comunali, Francesco Serra, Melissa Mongiardo, Marco Volpi, Massimo Cappetti e Mario Quintarelli, tutti del Pd, l’hanno chiesto. Non convinti che l’argomento fosse materia di consiglio.
Il sindaco Michelini ha concordato. Un parere non si nega a nessuno.
Ma a questo punto la situazione s’ingarbuglia. Perché il primo cittadino invia la richiesta all’Anci, ma altrettanto fanno i cinque Democratici. E quando arrivano le risposte, in maggioranza scoppia il caos.
Il servizio Anci Risponde, dà il suo parere ai cinque consiglieri: “Questo servizio ritiene pertanto che la modifica da apportare alla deliberazione di C.C. n. 93 del 29.04.1992 “Regolamento di Servizio dei componenti il Corpo di P.M.” per adeguare la “Tabella di attribuzione dei distintivi di grado del personale del Corpo di Polizia Locale del Comune di Viterbo” alla Delibera di G.R. n. 766/2015 in attuazione della L.R. 1/2005 “Norme in materia di polizia locale”, sia di competenza della giunta comunale”.
Una conclusione cui il servizio arriva partendo da una precisazione iniziale: “La competenza del consiglio o della giunta ad adottare il regolamento di polizia locale è attualmente argomento controverso”.
Ma anche Veronica Nicotra, rispondendo per l’Anci al sindaco Leonardo Michelini fornisce un parere motivato. Che porta alla conclusione opposta: “Alla luce di quanto esposto si ritiene che le modifiche al regolamento disciplinante il servizio di polizia municipale siano riservate alla competenza del consiglio comunale”.
Stesso ente, l’Anac, due pareri, diametralmente all’opposto. Forse la domanda è stata posta in modo diverso.
Ce n’è a sufficienza per scatenare un duro scontro in maggioranza. Da una parte i cinque Pd e dall’altra, il resto del Partito democratico o quasi che li accusa, d’avere spedito la richiesta, quando Michelini si era preso l’impegno di farlo a nome di tutti.
Il sindaco lo aveva detto pure in consiglio, ma forse i cinque avranno pensato che chi fa da se fa per tre. In questo caso, per cinque. Ma il dubbio resta: il regolamento chi lo deve approvare? Testa o croce?
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