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Orte - Massimo Bianconi lascia l'Ottava Medievale

“Me ne vado a malincuore, ma con l’Ente risanato”

di Alessandro Castellani
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Massimo Bianconi

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Orte – “Me ne vado a malincuore, ma con l’Ente risanato”. Massimo Bianconi annunci aufficialmente la sua rinuncia a un econdo mandato alla guida dell’Ottava Medievale.

A partire dal febbraio 2018, l’associazione di Orte quindi avrà un nuovo rettore.

Una decisione maturata tutt’altro che a cuor leggero. Bianconi, che ha ricoperto per quattro anni la carica di segretario e per due quella di rettore, avrebbe continuato volentieri la sua esperienza al vertice dell’Ente, ma le circostanze lo hanno spinto giocoforza fuori da palazzo Roberteschi.

L’elezione del rettore dell’Ente Ottava Medievale avviene in forma indiretta, poiché si svolge tra un gruppo di delegati scelti a loro volta dalle singole parti che compongono l’associazione (le sette contrade, gli sbandieratori, gli arcieri e l’Accademia dei Signori Disuniti).

Bianconi entrò nell’Ente sei anni fa, come priore di San Biagio, ma adesso che la contrada ha deciso di nominare nuovi rappresentanti dopo le sue dimissioni, per lui le porte sono chiuse.

In verità, si è vociferato a lungo di una possibile candidatura “alternativa” di Bianconi, attraverso l’Accademia dei Signori Disuniti, di cui fanno parte tutti gli ex-rettori. Alla fine, però, non se n’è fatto più nulla.

La mancata conferma è una delusione per lei?
“Non posso negarlo. Mi sarebbe piaciuto portare a termine una serie di iniziative che seguivo da anni. Mi riferisco alla chiusura di un contenzioso legato alla proprietà del cortile interno a palazzo Roberteschi, allo sviluppo di iniziative culturali e a diverse altre cose. Cose che invece rimarranno in capo al mio successore”.

A proposito di cose fatte e da fare, che Ente ha trovato e che Ente lascia a chi verrà dopo di lei?
“Quando entrai in giunta come segretario, nel 2012, fu necessario un grosso sforzo di volontà per non dimettersi subito. Abbiamo dovuto affrontare una serie di problematiche rese improrogabili da anni d’incuria, che hanno inciso tantissimo sulle disponibilità economiche dell’Ente. Mi riferisco al riaccatastamento della sede di palazzo Roberteschi, il rifacimento della sala conferenze, la sala riunioni e il tetto, la riapertura del locale ristorante dopo una causa legale, il ripristino della biblioteca, l’acquisto di nuovi banchetti e vestiti per il palio e la già citata questione del cortile interno del palazzo, risolta con un accordo economico tra le parti. Tutto questo è stato fatto continuando a organizzare le manifestazioni nel migliore dei modi e tenendo il bilancio in ordine, in un momento di crisi economica senza precedenti. Chi arriverà dopo di me troverà un Ente Ottava Medievale più solido, risanato da un lavoro che potrà dare frutti nel tempo. Certo, per me è un peccato dover lasciare proprio adesso che siamo riusciti a condurre la nave fuori dalla tempesta”.

A giudicare da queste parole, la sua auto-valutazione come rettore è positiva…
“Sono i numeri a confortarmi. Per quanto riguarda l’Ottava di Sant’Egidio, quest’anno tutte le taverne hanno fatto registrare presenze record. Segno che nelle contrade si mangia bene, ma anche che noi dell’Ente abbiamo fatto un buon lavoro per promuovere la festa. Anche Lo Gusto de lo Medioevo si è chiuso in attivo, ed è stata la prima volta in sei anni”.

Lo Gusto de lo Medioevo è una manifestazione su cui l’Ente ha sempre investito tanto, ma non ha ancora preso piede. Come mai?
“Paghiamo il flop dell’edizione 2011, quando il menù, troppo fedele alle ricette medievali, fu pesantemente bocciato dal pubblico. Ci abbiamo messo cinque anni per recuperare credibilità dopo quella batosta”.

Secondo lei, gli ortani hanno apprezzato il suo lavoro?
“Tante volte ho ricevuto complimenti dalle persone che incontravo per strada e alle critiche ho sempre saputo rispondere con spiegazioni accurate. Di sicuro non mi si può imputare di non essere stato disponibile e trasparente con tutti. Se poi c’è stato chi ha parlato alle spalle, non lo so e non lo saprò mai”.

E il rapporto con le contrade com’è stato?
“L’Ente Ottava Medievale è composto da contradaioli, per cui io ho sempre cercato la partecipazione, anche nelle decisioni più difficili. Nei limiti del possibile, sono venuto incontro alle esigenze di tutti e non ho mai negato un aiuto. Io spero che le contrade abbiano compreso gli enormi sforzi che ho fatto in questi anni per salvaguardare gli interessi dell’Ente e, di riflesso, i loro. Se mi fossi ricandidato, avremmo potuto misurare la percezione del mio operato. Così, invece, non c’è un riscontro certo”.

Che futuro vede per l’Ente Ottava Medievale?
“Mi auguro che venga eletta una persona che ha già esperienza all’interno della giunta o del consiglio. L’Ente è un’associazione particolare: tanti ortani lo vedono come un giocattolo con cui divertirsi durante la festa patronale, invece la sua gestione richiede costanza, passione e presenza per tutto l’anno. A mio giudizio, il rettore deve essere una persona che conosce già le dinamiche interne all’Ente. Un altro errore da evitare è quello di concordare le decisioni con chi non fa parte dell’Ente. Avere dei collaboratori esterni è importantissimo, ma le decisioni vanno prese esclusivamente all’interno della giunta e del consiglio, per evitare problemi”.

A proposito di collaboratori, chi vuole ringraziare?
“Ci sono tante persone a cui va il mio grazie. Innanzitutto a tutti i priori di giunta, con cui c’è stato un rapporto molto stretto e anche qualche discussione, com’è normale che sia in un’associazione. Grazie anche ai priori del consiglio, che hanno sempre partecipato con grande correttezza. E poi un grandissimo ringraziamento a tutte le persone che si sono messe a disposizione, sia per l’Ottava di Sant’Egidio che per Lo Gusto de lo Medioevo. Lascio il posto con amarezza, ma consapevole di dare al mio successore una cosa migliore di quella che ho trovato io”.

Alessandro Castellani


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30 novembre, 2017

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