Viterbo – Hanno passato la notte nelle camere di sicurezza del comando provinciale dei carabinieri, quattro dei cinque giovani fermati dopo la violenta rissa di ieri a pratogiardino Lucio Battisti. Si tratta di due italiani e altrettanti stranieri, dai 18 ai vent’anni. Il quinto, un italiano, è stato denunciato: è un 17enne, e per questo è stato segnalato alla procura per i minorenni di Roma. I cinque fermati, tra cui un nigeriano e un liberiano, risultano tutti residenti nel Viterbese.
La violenza pochi minuti dopo le 12 di ieri. Nel principale parco della città dei Papi, sempre più alla ribalta della cronaca.
Il movente è ancora al vaglio degli investigatori, coordinati dal pubblico ministero Paola Conti. Ma da una prima ricostruzione dietro alla rissa ci sarebbero problemi legati all’acquisto della marijuana, un grammo e mezzo della quale sarebbe stata trovata addosso ai due stranieri arrestati. E’ per questo, secondo gli inquirenti, che i cinque sarebbero arrivati alle mani. Sono volati pugni, calci e schiaffi. Fino a che non hanno brandito i bastoni in legno di alcune staccionate.
Sono stati due operai comunali, al lavoro a pratogiardino, a chiamare per primi le forze dell’ordine. E ieri pomeriggio, insieme a chi ha assistito alla violenza, sono stati sentiti dai carabinieri. Sono loro a condurre le indagini, dopo essere intervenuti insieme alle volanti della polizia. E l’essere entrati immediatamente in azione gli ha permesso di fermare tutti i giovani coinvolti nella rissa, tre dei quali hanno riportato lievi ferite e sono dovuti ricorrere alle cure dei medici.
Il perché della violenza è ancora d’accertare, ma ciò che è certo è che non si è trattata di un’aggressione a sfondo razziale né politica. Nelle prossime ore i quattro arrestati dovrebbero comparire davanti al giudice del tribunale di Viterbo.
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