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Acquapendente - Il Comune in rivolta: "Tolta la guardia anestesiologica dopo le 20"

Ospedale, nuovo esposto alla Procura

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Alberto Bambini, sindaco di Acquapendente

Alberto Bambini, sindaco di Acquapendente

– L’Acmministrazione comunale di Acquapendente ha inviato oggi, 14 marzo, un nuovo esposto al Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Viterbo, al Prefetto della Provincia di Viterbo, e per conoscenza al presidente della giunta regionale del Lazio nella qualità di commissario ad acta per la sanità Renata Polverini e al direttore generale della Asl di Viterbo Adolfo Pipino per denunciare la gravità della situazione in cui versa l’ospedale di Acquapendente.

Già lo scorso 4 novembre 2011 era stato inviato un esposto, ma rispetto ad allora la situazione è peggiorata ulteriormente perchè dall’8 marzo 2012 il pronto soccorso è stato trasformato in punto di primo intervento e non c’è più la guardia anestesiologica dopo le ore 20.

In questo modo i cittadini dell’Alta Tuscia sono completamente privi di un’adeguata assistenza sanitaria.

“La situazione è inaccettabile – dichiara il sindaco Alberto Bambini -, si viene a creare un grave disservizio con casi al limite della denuncia. Sono passati ormai sei giorni dall’applicazione dei decreti e riteniamo doveroso fermarsi un attimo a riflettere e ragionare, viste anche le conseguenze che questa situazione crea all’ospedale Belcolle con un sovraffollamento di pazienti.

L’unico atto di buonsenso è quello di ripristinare la guardia anestesiologica ad Acquapendente perchè questo provvedimento ha portato ulteriori disservizi e non certo una diminuzione delle spese. È impensabile che un cittadino di questo territorio sia così abbandonato a se stesso, che se ha bisogno di assistenza sanitaria adeguata venga trasferito chissà dove, a centinaia di km di distanza, con ulteriori difficoltà anche per i familiari”.

Nei prossimi giorni l’Amministrazione Comunale avvierà delle iniziative di protesta per difendere il diritto alla salute e all’assistenza dei cittadini dell’Alta Tuscia.


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14 marzo, 2012

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