Viterbo – Al meetup del Movimento 5 stelle a Viterbo c’è pure un camino. Non è in funzione, ma per gli attivisti è un simbolo. Il cuore di un un luogo dove incontrarsi, attorno al quale riunirsi, parlare, discutere. Com’è successo in un pomeriggio come tanti. Diversi attivisti e un giornalista. “Le nostre riunioni sono aperte, anche alla stampa”. Lo spiega Gianluca De Dominicis, consigliere comunale. Due ore di “chiacchiere”. Il futuro del movimento a Viterbo, le prossime elezioni e i cinque anni a palazzo dei Priori. Le aspettative e i timori in vista del voto. Non parla solo De Dominicis. Tutti intervengono, aggiungono qualcosa. Dicono la loro. Da queste parti, uno vale uno non è una regola, è la prassi.
Gianluca De Dominicis, siamo a fine mandato. Qual è il suo bilancio di quasi cinque anni a palazzo dei Priori?
“Abbiamo acquisito esperienze e capacità – spiega De Dominicis – il comune ci ha messo di fronte a situazioni che difficilmente altre realtà hanno vissuto. Abbiamo visto in tante occasioni la debolezza della maggioranza, risultato di un’accozzaglia in campagna elettorale. Persone di destra, sinistra. Non si capisce ancora oggi come si possa creare un’unione di scopo con persone dalle idee diametralmente opposte. Dal canto nostro, noi che non avevamo esperienza politica o nella pubblica amministrazione, siamo riusciti a fare un’opposizione lunga 23 ore in consiglio comunale sul bilancio, con duemila emendamenti, di cui 700 discussi”.
Almeno una cosa buona sul sindaco Leonardo Michelini ce la può dire?
“Certo, che finisce e se ne va. Sono riusciti col passare del tempo solo a peggiorare”.
Cinque anni all’opposizione cosa vi hanno insegnato?
“Di certo oggi non ci sentiamo più impreparati. Ci sono state battaglie portate avanti e sulle quali abbiamo vinto. Anche se non sempre siamo stati capaci di farlo percepire all’esterno. Il parco canile nasce da un attivista del Movimento 5 stelle che mi ha fatto notare una delibera con la quale il comune invertiva la rotta sulla scelta di realizzarlo a Bagnaia. O il registro per le coppie di fatto, mozione comunale del Movimento 5 stelle. All’epoca eravamo ingenui, l’abbiamo presentata, poi ne arrivò un’altra quasi identica, 22 giorni dopo e ci proposero un percorso condiviso. Alla fine è apparso il Pd come fautore. Ma l’obiettivo è stato raggiunto e siamo contenti. Come per il market solidale, che ora stanno realizzando come emporio solidale”.
Forte dell’esperienza acquisita è pronto per il bis?
“Io? Il gruppo. Il gruppo è pronto per il bis…”.
In vista delle elezioni comunali come vi state muovendo?
“Le idee ce le abbiamo chiare. Cerchiamo il confronto con cittadini, associazioni, cerchiamo la maggiore condivisione possibile. Le decisioni che prendiamo sono sempre assembleari. Non ci sono cordate. Si viene qui e si decide. In modo pubblico, anche i giornalisti sono sempre ben accetti”.
A Viterbo il voto d’opinione ha sempre contato relativamente. Come pensate di riuscire a vincere nel capoluogo?
“Ci vorrà più tempo, è una rivoluzione culturale, quando si capirà che contano le idee, non le mie o le sue ma quelle di tutti messi insieme, forse le cose cambieranno. E comunque non è come cinque anni fa, quando non ci conosceva nessuno. Adesso ci poniamo come forza che vuole governare Viterbo e per farlo si punta al programma. Di conseguenza arriva la scelta del candidato sindaco. Perché il vero punto è che il primo cittadino è portavoce di un gruppo compatto e coeso che focalizza su di se il rapporto con chi vuole aderire alla nostra proposta pitica. Una volta che passerà questo messaggio, sarà fatta”.
Roma è vicina. L’esperienza di Virginia Raggi, spesso nell’occhio del ciclone, può rappresentare uno svantaggio?
“Una coalizione che vince le elezioni di solito sopravvive per quattro anni e poi all’ultimo inaugura. A Roma, per la prima volta nella storia è accaduto l’inverso. È arrivato il Movimento 5 stelle e il primo anno, guarda caso sono partiti gli appalti, sono state rifatte le strade. Ecco una rivoluzione, io credo che i cittadini lo capiscano molto bene”.
Perché a Viterbo gli elettori non dovrebbero confermare il centrosinistra o tornare al centrodestra e invece votare 5 Stelle?
“Perché i cittadini hanno già visto quello che combinano queste persone. Tolta l’ideologia, qui non è questione di centrodestra o centrosinistra, è un modo di fare politica, che è identico. Da destra a sinistra non cambia. Prima del Movimento 5 stelle non seguivo la politica, non conosco bene quello che è successo in consiglio comunale, i vari dietro le quinte e i movimenti. Conosco l’ultima fase di Marini, quando venivo in consiglio comunale e mi scambiavano per un giornalista. Da quel poco che ho visto, si ripete la stessa situazione: si antepongono dinamiche di partito, di piccole lobby d’interesse rispetto al cittadino e al bene della comunità. Un metodo che si ripete. Ecco perché dico che i cittadini hanno visto quello che hanno combinato. Il metodo è noto e sempre lo stesso. Adesso possono scegliere il nostro”.
Come fanno a valutare, non avendo voi, mai governato la città?
“Ma si può vedere nei comuni dove amministriamo quello che accade. A Pomezia siamo entrati nello stesso anno di Michelini. C’era un bilancio mille volte peggiore rispetto a Viterbo, problemi con le partecipate. Dopo cinque anni a Pomezia sono stati recuperati i fondi in bilancio, è aumentato l’avanzo di bilancio senza diminuire, anzi, dando ancora più servizi alla popolazione. Andassero a vedere. Non credano a quello che dice De Dominicis o il gruppo di Viterbo. Ai cittadini dico, controllate, verificate di persona quello che siamo stati capaci di fare dove abbiamo amministrato”.
A Viterbo, un argomento molto dibattuto è quello sui rifiuti, la differenziata ma anche il conferimento in discarica.
“Abbiamo fatto votare un ordine del giorno e lo hanno anche approvato. Dava mandato a sindaco e giunta, affinché intervenissero con ogni mezzo, pure le vie legali, per impedire l’accesso dei rifiuti alla discarica di Monterazzano, da Roma nord e Rieti. Glielo abbiamo fatto votare e non hanno concluso niente. Anziché fare le barricate, in regione è passato l’ampliamento della discarica. E non ci venissero a dire che vale il principio di solidarietà fra comuni. Rieti sono più di dieci anni che conferisce i rifiuti a Viterbo. La solidarietà vale per le emergenze. Dopo dieci anni è un’emergenza? A Rieti va detto con chiarezza che si facessero la loro discarica. Con la regione avremmo preteso il rispetto dei diritti dei viterbesi”.
Infine la cultura. Il teatro Unione ha riaperto, il Genio è aperto solo ai piccioni, i cinema sono quasi tutti chiusi. Meno male che c’è Caffeina?
“Caffeina è una realtà della città che funziona. Da cittadino sono contento del Christmas Village. Porta gente in piazza e a Viterbo. Quello che però assolutamente impensabile e proprio contrario al nostro dna è immaginare che un’associazione possa valutare all’epoca un assessore comunale e due consiglieri. In una situazione in cui, a causa di scontri interni alla maggioranza quelle persone erano determinanti per l’amministrazione. Formalmente è tutto a posto, legittimo ma per noi questo si chiama conflitto d’interessi, perché quando, ad esempio Barelli era assessore non aveva alcun ruolo nella fondazione, ma la questione d’opportunità resta tutta”.
Giuseppe Ferlicca
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