Riceviamo e pubblichiamo – Famiglia: complesso di persone legate da rapporti di coniugio, parentela, affinità. Questa è la definizione riportata dalla Nuovissima Enciclopedia Universale del 1973, appartenuta a mio padre.
Francamente non trovo che, con il passare degli anni, ci siano stati cambiamenti a questa definizione. Negli anni Sessanta Peter Laslett, storico britannico, delinea cinque tipi di famiglie.
In quarta posizione troviamo la famiglia senza struttura coniugale, due persone che vivono insieme, ma non si sono sposati e in quinta la famiglia solitario, formata da una sola persona.
Laslett in questa classificazione riporta semplicemente quello che realtà rivela. Non esiste una sola famiglia, bensì, nella realtà, lui ne classifica fino a cinque. In poche parole ciò che è reale, ciò che esiste nella società è importante. I fatti parlano chiaro. Esistono uomini che vivono con uomini nella stessa casa e così donne.
La realtà ci dice che le coppie omosessuali sono i fatti reali. Se un uomo e una donna decidono di vivere insieme questi hanno la possibilità di scegliere se convivere o sposarsi. Le coppie omosessuali la scelta non ce l’hanno anche se nella realtà esistono da millenni.
Anni fa vivevo con la mia compagna, eravamo felici, ci amavamo. Una sera vedemmo in televisione un film intitolato Women. Questo film del 2000 racconta tre situazioni di coppie lesbiche dagli anni sessanta fino al 2000. Il primo episodio, con Vanessa Redgrave, racconta di due donne anziane che hanno trascorso tutta la loro esistenza insieme. Hanno una casa, un giardino, figli, una bella macchina e, oramai in pensione si godono la vita nella loro cittadina.
Una sera una delle due viene copilta da ictus nel giardino di casa. La compagna telefona ai famigliari che immediatamente intervengono. La donna muore e Vanessa Redgrave rimane sola. Tempo una settimana i parenti della defunta pretendono l’eredità.
L’anziana signora non ha nessun documento che attesti che le proprietà acquistate erano in comune, nel giro di qualche giorno la sua vita viene letteralmente spogliata di ogni bene, Vanessa Redgrave viene chiusa in un ospizio.
Rimasi senza parole dopo la visone di questo episodio e con la mia compagna ci informammo subito se dagli anni Sessanta fino ad oggi fossero cambiate le leggi o se due donne che vivevano insieme potessero avere maggior tutela. Consultando un avvocato ci fu detto chiaramente che avremmo dovuto acquistare ogni cosa con fattura intestata a tutte e due.
E che comunque, in caso di decesso di una delle due, un parente fino la sesto grado di parentela avrebbe potuto impugnare ogni forma di testamento. Inoltre se a una delle due si fosse ammalata e fosse stata portata in una struttura ospedaliera, i parenti avrebbero potuto negare visite o assistenza della compagna, perché non appartenente alla famiglia.
Questo è quello che ci fu detto intorno al 2000. Quello che decidemmo di fare fu semplicemente un’assicurazione sulla a vita a favore una dell’altra, l’unica cosa sicura. Quello che voglio dire è che le coppie omosessuali esistono, e quindi vanno regolamentate e tutelate.
Inutile dire che c’è solo quella composta da un uomo e donna, i fatti la realtà dimostrano il contrario. La cosa assurda è che noi non è che scappiamo dalla norma, ma anzi, chiediamo un intervento di legge.
Strasburgo sottolinea la realtà dei fatti e sancisce che per il Parlamento europeo è inammissibile che alcuni governi “mettano in atto definizioni restrittive della definizione di “famiglia” allo scopo di negare la protezione legale alle coppie dello stesso sesso e ai loro bambini”.
Quello che le coppie omosessuali cercano è la tutela ai propri diritti. E soprattutto, la possibilità di scegliere, come per le coppie eterosessuali se convivere o sposarsi. Quello che chiediamo è semplicemente poter scegliere. Anche se la legge continua a non riconscere tali coppie, esse continuano ad esistere ugualmente, non scompaiono.
Noi ci siamo, siamo, qui, sul vostro stesso pianerottolo. Personalmente non amo tutto questo clamore, tanto meno tutte queste parole buttate al vento su pareri contrari. Si può essere anche contrari, ma esistiamo, siamo qui, non è che se l’informazione continua a dirci che non abbiamo diritti noi cambiamo idea e ognuno va a casa sua.
Noi continuiamo a vivere, da soli, in coppia o con figli. Noi continuiamo a fare la nostra vita, con il timore di non avere tutele, quello sì, ma continuiamo a esistere.
Emanuela Dei
Associazione Arci Cultura Lesbica
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